Herr, deine Augen sehen nach dem Glauben (Signore, i tuoi occhi cercano la fede), BWV 102

Cantata per soli, coro e orchestra


Musica: Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Testo:
Christoph Helm
Occasione: 10a domenica dopo la festa della Trinità

  1. a. Herr, deine Augen sehen nach dem Glauben!
        Coro in sol minore per coro, 2 oboi, archi e continuo
        Riutilizzato nel Kyrie della Messa, BWV 235
    b. Du schlägest sir, aber sie fuhlen's nicht
        Arioso in sol minore per contralto, 2 oboi, archi e continuo
  2. Wo ist das Ebenbild, das Gott uns eingepräget
    Recitativo in si bemolle maggiore per basso e continuo
  3. Weh! der Seele, die den Schaden nicht mehr kennt
    Aria in fa minore per contralto, oboe e continuo
    Riutilizzato nel Qui tollis della Messa, BWV 233
  4. Verachtest du den Reichtun seiner Gnade
    Aria in mi bemolle maggiore per basso, archi e continuo
  5. Erschrecke doch, du allzu sich're Seele
    Aria in sol minore per tenore, flauto traverso, violino e continuo
    Riutilizzato nel Quoniam della Messa, BWV 233
  6. Beim Warten ist Gefahr
    Recitativo in do minore/sol maggiore per contralto, 2 oboi e continuo
  7. Heut lebst du, heut bekehre dich
    Corale in do minore per coro e tutti gli strumenti
Organico: contralto, tenore, basso, coro misto, flauto traverso, 2 oboi, 2 violini, viola, continuo
Composizione: Lipsia, 1726
Prima esecuzione: Lipsia, Thomaskirche, 25 agosto 1726
Edizione: Simrock, Bonn, 1830

Testo della cantata

Prima parte

1. CORO

Herr, deine Augen sehen nach dem Glauben! Du
schlägest sie, aber sie fühlen's nicht; du plagest sie, aber
sie bessern sich nicht. Sie haben ein härter Angesicht
denn ein Fels und wollen sich nicht bekehren.
Signore, i tuoi occhi cercano la fede! Tu li hai percossi,
ma non mostrano dolore; li hai fiaccati, ma rifiutano
di comprendere la correzione. Hanno indurito la faccia
più di una rupe, non vogliono convertirsi.

2. RECITATIVO (Basso)

Wo ist das Ebenbild, das Gott uns eingepräget,
Wenn der verkehrte Will sich ihm zuwiderleget?
Wo ist die Kraft von seinem Wort,
Wenn alle Besserung weicht aus dem Herzen fort?
Der Höchste suchet uns durch Sanftmut zwar zu zähmen,
Ob der verirrte Geist sich wollte noch bequemen;
Doch, fährt er fort in dem verstockten Sinn,
So gibt er ihn in's Herzens Dünkel hin.
Dov’è l’immagine che Dio ha impresso in noi,
se la nostra volontà perversa si oppone a Lui?
Dov’è il potere della sua Parola,
se ogni miglioramento scompare dai nostri cuori?
L’Altissimo cerca di domarci con la tenerezza,
cercando di spingere all’obbedienza l’anima errante;
ma se essa persiste nella sua volontà distorta
egli l’abbandonerà nell’oscurità del cuore.

3. ARIA (Contralto)

Weh der Seele, die den Schaden
Nicht mehr kennt
Und, die Straf auf sich zu laden,
Störrig rennt,
Ja von ihres Gottes Gnaden
Selbst sich trennt.
Malattia dell’anima, che la sua colpa
più non riconosce
e attirando la punizione su se stessa
persèvera ostinatamente,
fino ad escludersi
dalla grazia di Dio.

4. ARIOSO (Basso)

Verachtest du den Reichtum seiner Gnade, Geduld und Langmütigkeit?
Weißest du nicht, dass dich Gottes Güte zur Buße locket?
Du aber nach deinem verstockten und unbußfertigen
Herzen häufest dir selbst den Zorn auf den Tag des
Zorns und der Offenbarung des gerechten Gerichts Gottes.
Ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà,
della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere
che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? Tu, però,
con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera
su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione
del giusto giudizio di Dio.
Seconda parte

5. ARIA (Tenore)

Erschrecke doch,
Du allzu sichre Seele!
Denk, was dich würdig zähle
Der Sünden Joch.
Die Gotteslangmut geht auf einem Fuß von Blei,
Damit der Zorn hernach dir desto schwerer sei.
Temi dunque,
anima troppo sicura di te!
Pensa a cosa ti procurerà
il gioco dei peccati.
La pazienza di Dio procede con i piedi di piombo,
quindi la sua ira risulterà ancora più forte su di te.

6. RECITATIVO (Contralto)

Beim Warten ist Gefahr;
Willst du die Zeit verlieren?
Der Gott, der ehmals gnädig war,
Kann leichtlich dich vor seinen Richtstuhl führen.
Wo bleibt sodann die Buß? Es ist ein Augenblick,
Der Zeit und Ewigkeit, der Leib und Seele scheidet;
Verblendter Sinn, ach kehre doch zurück,
Dass dich dieselbe Stund nicht ende unbereitet!
L’attesa è pericolosa;
vuoi perdere tempo?
Dio, che prima era clemente,
può facilmente convocarti al suo tribunale.
Allora dov’è la tua penitenza? Un istante
divide il tempo dall’eternità, il corpo dall’anima;
mente accecata, torna sui tuoi passi,
affinchè questa ora non ti prenda alla sprovvista!

7. CORO

Heut lebst du, heut bekehre dich,
Eh morgen kommt, kann's ändern sich;
Wer heut ist frisch, gesund und rot,
Ist morgen krank, ja wohl gar tot.
So du nun stirbest ohne Buß,
Dein Leib und Seel dort brennen muss.
Oggi vivi, oggi convèrtiti,
prima che giunga domani in cui tutto può cambiare;
chi oggi è in salute, vigoroso, colorito,
domani è malato, forse già morto.
Se muori senza pentimento,
il tuo corpo e la tua anima sono destinati all’inferno.
Hilf, o Herr Jesu, hilf du mir,
Dass ich noch heute komm zu dir
Und Buße tu den Augenblick,
Eh mich der schnelle Tod hinrück,
Auf dass ich heut und jederzeit
Zu meiner Heimfahrt sei bereit.
Aiutami, Signore Gesù, aiutami
a venire presso di te oggi stesso
e a pentirmi in questo istante
prima che la morte sopraggiunga,
affinchè ora e in qualsiasi momento
io sia pronto per il mio ritorno nella tua casa.
(Traduzione di Emanuele Antonacci)


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Ultimo aggiornamento 12 novembre 2025