Es ist das Heil uns kommen her (E’ venuta a noi la salvezza), BWV 9

Cantata per soli, coro e orchestra


Musica: Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)
Testo:
Paul Speratus
Occasione: 6a domenica dopo la festa della Trinità
  1. Es ist das Heil uns kommen her
    Coro in mi maggiore per coro e tutti gli strumenti
  2. Gott gab uns ein Gesetz
    Recitativo in do diesis minore/si minore per basso e continuo
  3. Wir waren schon zu tief gesunken
    Aria in mi minore per tenore, violino e continuo
  4. Doch musste das Gesetz erfüllet werden
    Recitativo in si minore/la maggiore per basso e continuo
  5. Herr, du siehst statt guter Werke
    Duetto in la maggiore per soprano, contralto, flauto traverso, oboe d'amore e continuo
  6. Wenn wir die Sünd' aus dem Gesetz erkennen
    Recitativo in fa diesis minore/mi maggiore per basso e continuo
  7. Ob sich's anliess, als wollt' er nicht
    Corale in mi maggiore per coro e tutti gli strumenti
Organico: soprano, contralto, tenore, basso, coro misto, flauto traverso, oboe d'amore, 2 violini, viola, continuo
Composizione: Lipsia, 1732
Prima esecuzione: Lipsia, Thomaskirche, 20 luglio 1732
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1851

Testo della cantata

1. CORO

Es ist das Heil uns kommen her
Von Gnad und lauter Güte.
Die Werk, die helfen nimmermehr,
Sie mögen nicht behüten.
Der Glaub sieht Jesum Christum an,
Der hat g'nug für uns all getan,
Er ist der Mittler worden.
E’ venuta a noi la salvezza
per mezzo della grazia e della pura bontà.
Le opere non possono più aiutarci
né possono proteggerci.
La fede vuole contemplare solo Gesù Cristo
che ha fatto tanto per noi,
lui è il nostro mediatore.

2. RECITATIVO (Basso)

Gott gab uns ein Gesetz, doch waren wir zu schwach,
Dass wir es hätten halten können.
Wir gingen nur den Sünden nach,
Kein Mensch war fromm zu nennen;
Der Geist blieb an dem Fleische kleben
Und wagte nicht zu widerstreben.
Wir sollten in Gesetze gehn
Und dort als wie in einem Spiegel sehn,
Wie unsere Natur unartig sei;
Und dennoch blieben wir dabei.
Aus eigner Kraft wo niemand fähig,
Der Sünden Unart zu verlassen,
Er möcht auch alle Kraft zusammenfassen.
Dio ci ha dato la legge, ma noi siamo
troppo deboli per riuscire ad osservarla.
Ci siamo lasciati andare al peccato,
nessuno può essere chiamato giusto;
lo spirito resta incollato alla carne
a cui non osa opporsi.
Dovremmo seguire la legge
e per essa vedere come in uno specchio
la malvagità della nostra natura;
eppure non la cambiamo.
Nessuno è capace da se stesso
di abbandonare la perversione del peccato,
anche impegnandosi con tutte le sue forze.

3. ARIA (Tenore)

Wir waren schon zu tief gesunken,
Der Abgrund schluckt uns völlig ein,
Die Tiefe drohte schon den Tod,
Und dennoch konnt in solcher Not
Uns keine Hand behilflich sein.
Eravamo caduti troppo in basso,
l’abisso ci inghiottiva completamente.
Le profondità già preannunciavano la morte,
e in un tale pericolo
nessuna mano poteva soccorrerci.

4. RECITATIVO (Basso)

Doch musste das Gesetz erfüllet werden;
Deswegen kam das Heil der Erden,
Des Höchsten Sohn, der hat es selbst erfüllt
Und seines Vaters Zorn gestillt.
Durch sein unschuldig Sterben
Ließ er uns Hilf erwerben.
Wer nun demselben traut,
Wer auf sein Leiden baut,
Der gehet nicht verloren.
Der Himmel ist für den erkoren,
Der wahren Glauben mit sich bringt
Und fest um Jesu Arme schlingt.
Ma la legge doveva compiersi;
perciò la salvezza è venuta sulla terra,
il Figlio stesso dell’Altissimo l’ha adempiuta
placando la rabbia del Padre.
Per mezzo della sua morte innocente
ci ha fatto guadagnare il soccorso.
Chi ripone ora la sua fiducia in lui
e si basa sulla sua sofferenza
non sarà perduto.
Il Cielo è destinato
a chi possiede la vera fede
e tiene Gesù stretto tra le sue braccia.

5. DUETTO (Soprano, Contralto)

Herr, du siehst statt guter Werke
Auf des Herzens Glaubensstärke,
Nur den Glauben nimmst du an.
Nur der Glaube macht gerecht,
Alles andre scheint zu schlecht,
Als dass es uns helfen kann.
Signore, invece che alle buone opere,
guarda alla forza della fede nel cuore,
tieni conto solo della fede.
Solo la fede ci giustifica,
tutto il resto appare troppo inconsistente
per poterci salvare.

6. RECITATIVO (Basso)

Wenn wir die Sünd aus dem Gesetz erkennen,
So schlägt es das Gewissen nieder;
Doch ist das unser Trost zu nennen,
Dass wir im Evangelio
Gleich wieder froh
Und freudig werden:
Dies stärket unsern Glauben wieder.
Drauf hoffen wir der Zeit,
Die Gottes Gütigkeit
Uns zugesaget hat,
Doch aber auch aus weisem Rat
Die Stunde uns verschwiegen.
Jedoch, wir lassen uns begnügen,
Er weiß es, wenn es nötig ist,
Und brauchet keine List
An uns; wir dürfen auf ihn bauen
Und ihm allein vertrauen.
Quando tramite la legge riconosciamo
il peccato, la nostra coscienza si abbatte;
ma la nostra consolazione
è che nel Vangelo
noi ritroviamo subito
la serenità e la gioia:
ciò rafforza la nostra fede.
Attendiamo l’ora
che Dio nella sua bontà
ci ha riservato,
e che, nella sua saggezza,
ci tiene ancora nascosta.
Eppure ci accontentiamo,
egli sa quando sarà il momento
e non usa l’inganno con noi;
possiamo affidarci
e confidare in lui solo.

7. CORALE (Soprano, contralto, tenore, basso)

Ob sichs anließ, als wollt er nicht,
Laß dich es nicht erschrecken;
Denn wo er ist am besten mit,
Da will ers nicht entdecken.
Sein Wort lass dir gewisser sein,
Und ob dein Herz spräch lauter Nein,
So lass doch dir nicht grauen.
Anche se sembra assente,
non aver paura;
quando è più insieme a noi,
tanto più non si manifesta.
Considera certa la sua parola
e se il tuo cuore sa dire solo no,
non disperare.
(Traduzione di Emanuele Antonacci)


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Ultimo aggiornamento 10 settembre 2025