Concerto in mi maggiore per clavicembalo e archi, H 417, W 13


Musica: Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 1788)
  1. Allegro (mi maggiore)
  2. Poco adagio (mi minore)
  3. Allegro assai (mi maggiore)
Organico: clavicembalo, 2 violini, viola, basso continuo
Composizione: 1744
Edizione: Georg Ludwig Winter, Berlino, 1760
Guida all'ascolto (nota 1)

Le arditezze non mancano nel Concerto Wq 14, a partire dalla tonalità di mi maggiore, difficile per gli archi. L'Allegro d'apertura ha una fibrillazione di stampo rivoluzionario, ma stupisce il fatto che il pianoforte faccia il suo ingresso in punta di piedi, con un motivo pieno di grazia, finemente ornato. Del resto, la posizione di Carl Philipp riguardo all'arte del suonare uno strumento a tastiera era ben chiara: «Si sa che troppo spesso chi ascolta grandi tecnici e virtuosi, pur dotati, può non recepire alcuna sensazione: essi suscitano stupore ma non emozioni, generando anzi un senso di noia. Chi è in grado di comunicare al cuore, parlando all'immaginazione, ha ben altre doti di un semplice virtuoso che sì limita a suonare le note giuste». I passaggi virtuosistici certo non mancano, ma spesso al solista sono affidate le parti più "cantanti" e "parlanti". Klopstock affermava che la musica di Carl Philipp era talmente legata alla parola, che si poteva pensare che egli avesse in mente parole ben precise anche nei pezzi strumentali (il poeta fece persino il gioco di sovrapporre il monologo di Amleto a una Fantasia in do minore per clavicordo). Il Poco Adagio del Concerto Wq 14 presenta un klagender Gesang ("lamento") volutamente torturato, la cui gravità sembra preludere al secondo movimento del Concerto K 271 di Mozart e a momenti di "espressione parlante" beethoveniana. L'aspirazione è insomma quella a trascendere lo strumento, che si fa a volte voce, altre volte orchestra: per esempio quando, nell'Allegro assai conclusivo (quasi una giga) gli accordi ribattuti alla mano sinistra mimano l'accompagnamento degli archi.

Luca Ciammarughi


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 358 della rivista Amadeus

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Ultimo aggiornamento 2 luglio 2022