Ultimo dei tre concerti nella stessa tonalità, composti a Berlino (o a Potsdam) fra il 1745 e il 1748, costituisce uno dei vertici nel genere del concerto per strumento a tastiera e orchestra prima del decisivo contributo di Mozart. La sua poderosa struttura è preannunciata già dal ritornello orchestrale introduttivo, in cui vengono esaltati i caratteri dello stile empfindsamer (degli "affetti"), con la sua intensificazione raggiunta per mezzo di un linguaggio che, accantonati il fluente eloquio barocco e la scorrevolezza galante, procede pieno di foga. Il primo intervento solistico riprende i motivi del ritornello per variarli con figurazioni ornamentali sempre più fitte. Dal secondo solo in poi il dialogo fra cembalo e orchestra si fa sempre più stretto. Il pacato Poco andante è una meditazione delicata e intensa, mentre il finale riprende lo schema e il carattere espressivo del movimento iniziale e li amplifica con un'esposizione impetuosa e fortemente contrastata, cui il primo episodio solistico aggiunge un nuovo motivo, più cantabile e disteso. E, com'è tipico dello stile empfindsamer, la conclusione arriva quasi inattesa, lasciando in sospeso i contrasti fra i vari temi in gioco.