Soggetto dal carattere nobile ma al tempo stesso risoluto, il tema orchestrale in modo minore dell'Allegro che apre il Concerto in re minore per flauto, orchestra d'archi e basso continuo H 484.1 presenta un'articolazione della frase tipicamente barocca, impreziosita dai giochi imitativi dei bassi che fanno da eco alla melodia dei violini. Un pedale armonico (di dominante) delimita la parte conclusiva dell'episodio iniziale, lasciando spazio al solista che, a differenza degli altri due concerti, riprende in maniera quasi letterale il tema orchestrale, per poi discostarsene in un secondo tempo. Al successivo ritornello del tema in modo maggiore replica il solista con un'ampia fantasia nella quale riecheggia l'incipit del tema e con un'incalzante progressione con trilli che termina su un pedale armonico. Dopo un'ulteriore alternanza tra orchestra e solista si giunge alla conclusione con il tema, riportato nella tonalità iniziale inframmezzato dall'ultimo spunto del flauto.
In alternativa al modo minore del primo movimento, il tempo lento centrale - Un poco Andante - si dipana in un sereno e pacato modo maggiore sostenuto dal tranquillo pulsare del basso. Inizialmente il solista ripropone la melodia del tema, aggraziandola con alcuni abbellimenti, per poi discostarsene e seguire un percorso più libero, Nella sezione centrale parte del tema orchestrale viene ritornellata in una diversa tonalità, per poi lasciare spazio a un'ampia fantasia melodica del flauto che gravita nel modo minore. Il tema torna quindi nella tonalità principale, esposto inizialmente dall'orchestra e quindi, con delle varianti, dal solista, in un'alternanza tra tutti e solo che si prolunga fino alla termine.
Il tema orchestrale dell'ultimo tempo - Allegro di molto - presenta un carattere intenso e drammatico, piuttosto insolito per queste pagine; di esso il solista riprende con alcune varianti la parte iniziale, per poi seguire un percorso nettamente diverso. Il tema viene quindi riproposto in maggiore dall'orchestra e successivamente dal solista, che ne abbandona però la traccia per liberarsi in una lunga e virtuosistica fantasia. Un successivo ritornello orchestrale in una differente tonalità minore è seguito da un intervento deciso del flauto, nel quale riecheggiano frammenti del tema, intercalato da brevi stacchi orchestrali. Il ritorno del tema nella tonalità iniziale delimita la sezione conclusiva, che viene completata da un ultimo intervento del solista e dalla coda finale basata su elementi del tema principale.
Carlo Franceschi De Marchi