«Musicista nuovo», Carl Philipp Emanuel Bach, introduce stilisticamente la sua «Empfìndsamkeit», sensibilità musicale, in ognuna delle 12 Variations auf die Folie d'Espagne. Il genere più adatto in cui esprime la sua poetica è la Fantasia, ma anche in questo capolavoro, ci riesce benissimo. Il tema è volutamente inerte, matrice del seguito d'elaborazioni fortemente contrastanti. La frammentazione della melodia si attua nella I variazione con salti a ottave differenti e nella II con interruzioni, tipiche dello stile, fra ornamentazioni e cambi di registro. Riassorbita dal vorticoso continuum della III variazione, la disgregazione melodica si rinnova nel flessuoso ed elegante canone della IV. La serie di capovolgimenti musicali prosegue con spagnoleggiante fragorosità, carezzevole galanteria, guizzante linearità. L'VIII variazione lenta, drammatica e profonda, ci porta nel clima delle Fantasie, ricco di modulazioni, enarmonie, sincopi, piani sonori opposti. Una nuova scorrevolezza affiora nella IX variazione, come piccolo studio di scale e arpeggi, e nella X, come elegante breve invenzione a due voci. Questa si lega alla successiva sottraendosi a ogni cantabilità per concentrarsi in accordi in contrattempo nel registro grave e in un ambito intervallare ristretto, cromatico. L'introversione si compensa nel finale, non clamoroso, ma al contrario leggero e scorrevole, con slanci di scale che percorrono l'intera tastiera con inaspettata non-chalance,
Ruggero Laganà