Rispetto a quella del suo fratellastro Johann Christian, la vita di Carl Philipp Emanuel Bach appare molto più simile a quella di loro padre Johann Sebastian: «Non mi sono mai mosso dalla Germania, e solo in questa mia patria ho fatto alcuni viaggi», si legge nella sua autobiografia. In effetti la sua attività si svolse principalmente a Berlino, dove per quasi un trentennio fu cembalista alla corte di Federico Guglielmo II di Prussia, e quindi ad Amburgo, dove negli ultimi vent'anni della sua vita occupò il posto di Generalmusikdirektor della città subentrando a Georg Philipp Telemann, che era stato suo padrino di battesimo. Ma, proprio come era stato per suo padre Johann Sebastian, il fatto di non aver viaggiato in lungo e in largo attraverso l'Europa non si tradusse affatto per Carl Philipp Emanuel in una mancanza di aggiornamento sulle varie tendenze stilistiche della vita musicale del suo tempo. «Il non aver mai viaggiato all'estero» - si legge ancora nella sua autobiografia - «mi sarebbe stato di maggior pregiudizio nel mio mestiere se fin dalla fanciullezza non avessi avuto la particolare fortuna di ascoltare in questi dintorni quanto vi era di meglio in ogni genere di musica, di far conoscenza con molti emeriti maestri, e fruire dell'amicizia di alcuni di essi».
In particolare, fin dagli anni berlinesi Carl Philipp Emanuel, pur essendo perfettamente familiarizzato con le varie correnti della musica del suo tempo - il severo stile paterno, l'opera e la cantabilità italiane, le galanterie francesi - trovò il suo terreno di elezione nello stile della cosiddetta Empfindsamkeit, quella "sensibilità" che rappresentava in un certo senso il corrispettivo musicale della corrente letteraria dello Sturm und Dmng.
La maggior parte delle sue circa venti Sinfonie risale agli anni di Amburgo: quella in programma questa sera fa parte di un gruppo di sei (Wq 182) composte nel 1773 per il barone Gottfried van Swieten, allora ambasciatore austriaco alla corte di Berlino. Pur non essendo immuni, fin dal loro organico strumentale, da reminiscenze barocche, queste Sinfonie presentano alcuni tratti - improvvisi scarti ed increspature, contrasti ravvicinati di forte e piano, di modo maggiore e minore - tipici di quello stile Sturm und Drang che proprio in quegli stessi anni avrebbe fatto sentire la sua influenza anche nella produzione di Haydn e del giovane Mozart.