Rispetto alle inquietudini dei Concerti, più bucolico è il carattere della Sonatina Wq 96 (1762). Eppure, anche questa composizione rivela non poche inconsuetudini, a partire dall'assenza del tradizionale Allegro iniziale di Sonata. Un Andante e un Arioso si succedono in una sorta di libera fantasticheria in cui al pianoforte sono affidati ampi ed espressivi intermezzi solistici a mo' di fantasia, mentre l'orchestra propone un "ritornello", variandolo ogni volta. L'Allegro conclusivo rielabora stilemi barocchi in modo giocoso. Tali bizzarrie sembrano addirittura anticipare, e per certi versi superare, la libertà formale di molte partiture beethoveniane (emblematiche le Bagatelle op. 126). E il trillo, gesto che viene dall'ornamentazione cembalistica con l'intento di prolungare una nota, diventa elemento strutturale, anticipando l'uso che Beethoven ne farà nelle sue ultime Sonate per pianoforte.
Luca Ciammarughi