li Macbeth di Bloch è stato composto nel 1903-906.
Interludio sinfonico del I attoAl calar del velario, Macbeth, istigato da Lady Macbeth, è risoluto a commettere il delitto che lo incoronerà re. È in questa ebbrezza ambiziosa che si chiude il quadro, e l'Interludio esprime dapprima questi sentimenti. Il motivo della Predizione delle streghe: Un dì tu sarai re, prorompe in orchestra, alternandosi coi motivi del pugnale, del destino, e di Macbeth. Macbeth si esalta da sè, in un crescendo che lo glorifica (motivo di Macbeth).
Poi il colore si incupisce, su motivi collegati al delitto e, subdolo, si "fa udire il motivo del destino. L'animazione riprende allora su motivi di Lady Macbet. Una transizione, basata sul motivo della notte, adduce a un'episodio di grande calma: é la pace, che regna ancora in quel castello, il sogno tranquillo e fidente del re Duncan, quella pace che Macbeth perderà per sempre dopo il delitto e il cui ricordo avvelenerà i suoi giorni; motivo già evocato all'arrivo del re Duncan: Si respira qui aria lieve e gentil come una carezza.
Nella serenità di quella notte calma l'Interludio si chiude.
Interludio sinfonico del III attoMacbeth, inquieto sul proprio avvenire, è andato a consultare le streghe. Predizioni svariate aumentano la sua angoscia, ma finalmente una di esse gli ridona la fiducia e la speranza: - Machbeth non sarà vinto finché la grande foresta di Birnam non marcerà su lui sovra l'alta collina di Dunsinane. - Machbeth grida: - Ma questo mai non sarà! Chi può comandare alla foresta? Macbeth non teme più. Macbeth è invincibile. -
Mentre le streghe danzano, Macbeth esce, come un pazzo, ebbro di speranza.
L'orchestra commenta questa chiusa del quadro - ridda delle streghe con i loro diversi motivi - ed esprime l'esultanza di Machbeth; il suo motivo si alterna con quello delle streghe e conduce con un fortissimo il suo destino che, così gli sembra allora, trionfa.
Ma il colore cambia di colpo (il destino alternantesi con la regalità), l'amarezza e i dubbi di Macbeth lo riprendono: un presagio già della desolazione che lo accascerà all'ultimo quadro.
Questa transizione adduce ad un Lento e cupo. In distanza un motivo delle streghe va dileguando, mentre, sordamente, i bassi evocano l'idea del rimorso o del castigo, e questo motivo, già apparso al primo atto, si svilupperà nella seconda parte dell'Interludio, su un ritmo angosciato, prima affidato al corno inglese, poi al corno, ai legni.
Allora si enuncia la frase dolorosa, che accompagnerà più tardi la malinconia di Macbeth. Essa sbocca in forte sul motivo del rimorso.
Un altro motivo di desolazione, affidato alle viole, e già apparso più volte nel corso dell'opera: - Ah, lascia pur crollare l'universo e rovinare i due mondi, ma non continuare a mangiare nel terrore e a dormire nello spavento... Ah, piuttosto raggiungere quelli che per me morir! - si alterna con quello della regalità e conduce ad un parossismo, il cui apice sarà il motivo della disperazione, poi quello della pace per sempre perduta; e l'Interludio si chiuderà, in concerto, sul motivo del rimorso (In teatro esso conduce alla scena del sonnambulismo di Lady Macbeth).