Dal dì ch'il ciel severo

Cantata in sol minore per soprano e basso continuo

Musica: Giovanni Bononcini (1670 - 1747)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: (sol minore) - Dal dì ch'il Ciel severo
  2. Aria: Allegro (si bemolle maggiore) - Scherzandomi in seno
  3. Recitativo: (re maggiore) - Vilipesa mia fede
  4. Aria: Largo (sol minore) - O mi rendete il cor
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Dedica: Cardinal Ottoboni
Testo

Dal dì ch’il Ciel severo
per contralto e basso continuo

Recitativo - (sol minore)
Dal dì ch’il Ciel severo
Mi privò del mio bene
Traggo di pene in pene i giorni miei.
E m’affligge il pensiero
Ramentandomi ogn’or quanto perdei.
Come si sciolse, oh Dio,
Quel laccio in cui dovea
Esser avvinto il mio bel sole ed Io?
Ah, che di sorte sì rea
I più crudi rigori
Tu nascesti a soffrir, povero core.

Aria - Allegro (si bemolle maggiore)
Scherzandomi in seno
La bella speranza
Le dissi se un dì
Contenta sarò.
Con ciglio sereno
Con vaga sembianza
Rispose sì, sì,
Ma poi m’ingannò.

Recitativo - (re maggiore)
Vilipesa mia fede,
Tradita mia costanza,
Altro per voi non resta
Che del perduto ben la rimembranza.
E sì spietata è questa
Ch’inasprisce il mio duol, non mi conforta.
Ah, speme, infida speme, oh Dio, son morta.

Aria - Largo (sol minore)
O mi rendete il cor,
O m’uccidete ancor,
Barbari Cieli;
Che danno all’alma mia
Con troppa tirannia
Le perdite in amor,
Pene crudeli.


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Ultimo aggiornamento 18 maggio 2023