Lidia tu sai che t'amo

Cantata in si minore per soprano e basso continuo

Musica: Giovanni Bononcini (1670 - 1747)
Testo: Francesco Maria Paglia
  1. Recitativo: (si minore) - Lidia tu sai ch'io t'amo
  2. Aria: (re maggiore) - Quando credi ch'alla vista d'altro oggetto
  3. Recitativo: Fu destino l'amarti
  4. Aria: (sol maggiore) - Chi dà nome di crudele
  5. Recitativo: (mi minore) - Se costanza io ricerco
  6. Aria: (si minore) - S'io credessi vederti costante
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Lidia tu sai ch’io t’amo
per soprano e basso continuo

Recitativo (si minore)
Lidia tu sai ch’io t’amo
è mille volte
è mille dell’amor mio
prove bastanti havesti
perchè dunque molesti
la mia fede sincera
con rimproveri ingiusti
perchè mi credi
o mi motteggi
almeno d’ingrato
è d’infedel come Bireno

Aria (re maggiore)
Quando credi ch’alla vista
D’altro oggetto
L’alma mia si venga meno
La bellezza del tuo seno
Troppo offendi e non l’intendi.

Recitativo
Fu destino l’amarti
Ma un destino però che non è cieco
Io conosco il tuo merto
Né mai d’esser Biren sarei capace
E s’un giorno la face
Del bendato fanciullo
Infido e ingrato mi volesse mai
Io Biren sarei
Ma tu Olimpia non sei ne men sarai
Né da lei diferisti
Per ragion di sembiante
Che questo è un pregio errante
E’ un caduco trofeo simile al fiore
Non hai d’Olimpia il core
E per la fede almen
Ci vuole Olimpia à rinfacciar Bireno.

Aria (sol maggiore)
Chi dà nome di crudele
Deve pria col core amante
Meritar la sua mercè
Chi mi taccia d’infedele
Deve pria col cor costante
Darmi prove di sua fè.

Recitativo (mi minore)
Se costanza io ricerco
Anzi giungo tal’hora
A bramar che Cupido
Mi trasformi in Bireno
Sol per brevi momenti
Per osservare un dì col ciglio infido
Se tu Olimpia diventi
Dimmi qual è lo scoglio
Dove t’abbandonai per altro oggetto
Pensa bella e vedrai
Che né il tuo né il mio seno
Segue Olimpia o Bireno
Ma per nativo orgoglio
O per genio incostante
Sei tal’or di te stessa e flutto e scoglio.

Aria (si minore)
S’io credessi vederti costante
Forse un dì proverei di lasciarti
Per capriccio d’un nobil amor
Che l’amarti seguirti adorarti
non è prova d’un anima amante
senza esporsi a geloso rigor.


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Ultimo aggiornamento 4 gennaio 2022