Il poemetto che viene oggi eseguito è l'ultima: composizione di grande respiro (la sua durata è di circa mezz'ora) lasciata da Marco Enrico Bossi: Egli infatti la condusse a termine verso la fine di Ottobre 1924, pochi giorni prima di imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti d'America.
Il pezzo era già stato compiutamente abbozzato dall'Autore nella sua veste per violino e pianoforte, e recava altresì degli accenni ad istrumenti concomitanti.
Il figlio Renzo riordinò e coordinò, con scrupolosa e devota cautela, le pagine lasciate dal padre, ed interpretandone le intenzioni, curò poscia la strumentazione del poemetto per archi, arpa, celeste ed organo.
Le note che seguono sono tolte dal programma illustrativo pubblicato in occasione dell'esecuzione del poemetto presso la Società di Concerti di Fiume il 9 Dicembre 1927.
La idea di esprimere musicalmente i punti più luminosi della vita della Santa deve esser apparsa all'Autore nelle frequenti visite a Siena, ove le bellezze dei dipinti del Sodoma e del Vanni non l'avevan meno affascinato dei luoghi e dell'atmosfera in cui la Santa era nata ed aveva vissuto. La pietà della Santa per gl'infermi ed i poveri; la prodigalità sino quasi al sacrifizio durante la peste del 1374; la femminilità soave nell'indurre Nicolò di Tuldo ed accogliere con beata rassegnazione una ingiusta sentenza; la virtù di riunire, con il fascino della parola, in un solo palpito di amore creature lontane l'una dall'altra per profonde diversità di pensiero e condizione; l'azione svolta tra Firenze ed il Papato per liberare la città dalla scomunica, riuscendo ad indurre Gregorio XI a ritornare a Roma dopo la sua "cattività di Babilonia"; la sua presenza ovunque con il consiglio e con la parola di pace e di amore, passando, incontaminata tra il fango del tempo suo, rinunciando a tutto ciò che la vita terrena avrebbe potuto donarle, per rendersi nello spirito così pura da accogliere serenamente in Roma, tra il profumo della rinascente primavera, la morte e salire a Dio, tutto agì sulla sensibilità dell'uomo per confondersi con quella di musico sì da creare quell'atmosfera di armoniosità dalla quale scaturì la concezione artistica.
Si tratta di sei sintesi psichiche:
I primi fervori — Le stimmate — Le tribolazioni — L'estasi mistica — La morte — L'assunzione in istretto nesso armonico fra esse, vincolate da una sola ispirazione.
L'inizio si effettua con una preparazione a base d'organo ed arpa a cui fa seguito un recitativo del violino solista che rende la presenza della Santa.
Il salmodiare è affidato all'organo onde renderne l'effetto mistico; tale andamento riappare sovente ed è come un'invocazione di aiuto ohe si rinnova nel turbamento di cui la Santa è preda.
Nel mosso con passione, ove i vari disegni sono affidati all'organo, al quartetto ed all'arpa, esce l'espressione della vita turbinosa che afferra la fanciulla per poi placarsi sino alla calma nei "primi fervori" e che sintetizzano questo secondo stato d'animo espresso con registri delicati atti a significare, nella ripresa in maggiore di un "mosso", come la Santa accolga con gioia il proprio destino.
Figurazioni di agitazione e tumulto esprimono nella terza parte le tribolazioni, in un susseguirsi di attacchi del violino sulla quarta corda con rude eco del quartetto sostenuto dall'organo, sino a concludersi in un tema caldo e spasimante che, ripreso dal violino del quartetto, lo porta sino ad un'espressione lirica. A questo punto il compositore, sull'animo del quale riappare una dolorante inquietudine, ritorna agli attacchi rudi o violenti dei "primi fervori"; e riaffaccia il tema dello litanie, distribuendone lo sviluppo strumentale su di uno sfondo di arpa ohe passa poi all'organo quasi restituendosi all'essenza di preghiera e poi in un tema "profetico" esprimente lo smarrimento in cui il corpo incomincia a morire.
L'atmosfera crepuscolare, tessuta in un tremolo dell'organo e di violini in sordina, prepara all'estasi mistica che è concretata dal "con rapimento" in un tema di meravigliosa semplicità e limpida purezza.
Il tema affidato al violino, con accompagnamento di archi e celeste, si sviluppa man mano sino a raggiungere, con il carattere di un "corale", la sua massima intensità. E riappaiono, a precisare l'effetto suggestivo ed a richiamare salienti emozioni, il tema delle "Stimmate", poi quello "profetico" e ciò man mano che il presentimento della fine si approssima.
Il tema "profetico"che completa il richiamo ferale, ed irrompe improvviso, si arresta negli ultimi aneliti della Santa.
Il carattere dell'inizio si presenta con il tema delle "litanie" in tempo più largo; poi l'organo ricorda quasi le voci umane, ed i tocchi di celesta sui tremoli tenui del quartetto, conferiscono alla materia musicale una espressione eterea.