Concerto in la minore, op. 100

per organo, orchestra d’archi, corni e timpani

Musica: Marco Enrico Bossi (1861 - 1925)
  1. Allegro moderato (la minore)
  2. Adagio ma non troppo (si minore)
  3. Allegro (la minore)
Organico: organo, 4 corni, timpani, archi
Composizione: 1894
Edizione: J. Rieter-Biedermann, Lipsia, 1900
Dedica: Giovanni Sgambati
Guida all'ascolto (nota 1)

Organista e compositore molto stimato, Marco Enrico Bossi ha svolto una intensa attività come concertista, insegnante e direttore di Conservatori, senza tralasciare la composizione, della cui produzione viene riproposto oggi il Concerto in la minore per organo e orchestra, scritto nel 1900 e lodato a suo tempo dallo stesso Verdi, il quale, dopo aver letto la partitura, mandatagli in omaggio dall'autore, vi riscontrò "effetti arditissimi e potenti". Bossi si era formato musicalmente, dapprima al Liceo musicale di Bologna e poi al Conservatorio di Milano, dove aveva studiato composizione con Amilcare Ponchielli. Oltre a dirigere i Conservatori di Venezia, di Bologna e di Roma (a Santa Cecilia rimase dal 1916 al 1923), Bossi ha legato il suo nome alla carriera di organista, che lo ha fatto conoscere e apprezzare in tante città italiane e all'estero, specialmente in Germania, che lo ebbe in grande considerazione. Di lui come compositore si ricordano, insieme al Concerto per organo e orchestra, il Canticum canticorum per soli, coro e orchestra, la Suite sinfonica op. 126, gli Intermezzi goldoniani per archi op. 127, il Tema con variazioni op. 131, le due Messe da requiem e la Missa pro sponso et sponsa, l'oratorio Giovanna d'Arco, Il Paradiso perduto per soli, coro e orchestra, il Poema su Santa Caterina da Siena e le due opere giovanili Paquita e Il veggente, con una scena lirica ispirata alla poesia pascoliana "Il cieco".

Musicista colto e fondamentalmente eclettico, Bossi può definirsi un artista di frontiera, in quanto fu tra gli ultimi rappresentanti di un mondo in declino e tra i primi di un mondo in divenire. Più che nel teatro la sua vena creatrice si espande con maggiore schiettezza e sincerità nel poema sinfonico, nell'oratorio, nella cantata e nella messa, anche se i suoi lavori vanno ammirati "soprattutto con la mente", come disse Arrigo Boito, al quale Bossi inviava spesso le sue composizioni, perché lo riteneva un'autentica autorità in fatto di cultura musicale e di giudizio critico.

Nel Concerto per organo e orchestra è riflessa in un certo senso la personalità creatrice di Bossi e specialmente la sua indiscussa abilità di organista. Ed è l'organo che apre l'Allegro moderato del primo tempo con tre accordi che si trasformano in imitazioni. Entrano viole e violoncelli in ottava con una serie di figurazioni ritmiche, quindi il discorso si allarga con l'intervento dei violini e dei corni (1° e 3°) che disegnano la stessa linea melodica a distanza di un'ottava. L'organo fa sentire più massiccia la sua presenza, mentre un tema a progressione melodica viene esposto dai primi violini. A questo punto si stabilisce un dialogo tra l'orchestra e l'organo, quest'ultimo in veste ora solistica e ora concertante. Nello sviluppo si ascoltano di nuovo i precedenti spunti tematici, tra giochi armonici timbricamente e ritmicamente variati. Dopo l'uscita in forma di canone degli archi, il primo tempo si conclude con un leggero accordo in la minore.

L'Adagio, ma non troppo è avviato dai violoncelli sulle armonie dell'organo, che accompagna le entrate in successione degli archi (viole, violini) stabilendo con essi un fitto dialogo contrappuntistico. È vero che si ritrovano frammenti tematici del primo tempo, ma nella parte centrale appaiono nuove figurazioni ritmiche, prima che l'orchestra e l'organo riprendano a dialogare. Si delinea una breve coda sopra i morbidi arpeggi dell'organo.

L'Allegro del terzo tempo (il Concerto è dedicato a Giovanni Sgambati) è molto cantabile e romantico e alterna momenti ritmici ad altri lirici, in un elegante gioco di contrappunto, sino a giungere ad una stretta finale ad effetto "con crescente forza e sempre più animando", così come viene indicato esplicitamente in partitura.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 21 aprile 1985

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 23 ottobre 2019