Le tre composizioni che il maestro Bossi oggi eseguisce per la prima volta all'Augusteo, datano dall'estate del 1920. Esse, come rilevasi dal titolo, s'inspirano alla vita del poverello di Assisi.
Nel primo Momento viene espresso tutto il calore esplicato da S. Francesco nella sua alta missione, l'intima soddisfazione provata nella propaganda di fede, di umiltà, di amore. La composizione, dopo un inizio calmo e sereno, si anima a poco a poco sino a raggiungere un'espressione di gioia tornando poi dolcemente alla primitiva serenità: gli ultimi accordi simboleggiano il mistico raccoglimento del grande Santo.
Il secondo episodio, che ha ispirato anche a Liszt una composizione, trova nell'organo più adatta espressione; è un ricamo d'armonie imitative, di echi, di passaggi dolcissimi, snodantisi nei timbri più soavi del re degli strumenti. Notevole la cadenza finale, che, con lievi modificazioni, trova riscontro in quella del primo episodio.
Il terzo Momento ha inizio con un tema incisivo, lievemente, affannoso nel seguente sincopato: è la meditazione sulla morte, il turbamento che invade il Santo. Un coro angelico risponde alle sue implorazioni, rasserena il suo spirito, che viene rapito da un senso di beatitudine, di estasi celestiale. Ancora trasformata, troviamo infine la cadenza dei primi due tempi, che dà al lavoro unità di concetto e di forma.