Paquita

Operetta in un atto

Testo del libretto

SCENA PRIMA

Attendamento di Zingari nella foresta.

Coro interno con accompagnamento di colpi di martello.
Coro di Zingari e Zingare.
Sono il re de la foresta,
Mi sta il ciel sovra la testa,
Mio del solo il raggio d'oro,
Delle stelle lo splendor.
Batti, batti. - Ora il lavoro,
Poi l'ebbrezza dell'amor.
La canzone dell'augello
Fa tenore al mio martello,
Ed il bosco ne fa il coro
Co' suoi fremiti d'orror.
Batti, batti. - Ora il lavoro,
Poi l'ebbrezza dell'amor.
Libertà, forza, coraggio
Son del zingaro il retaggio,
E del zingaro il tesoro
La fanciulla del suo cor.
Batti, batti. - Ora il lavoro,
Poi l'ebbrezza dell'amor.

SCENA SECONDA

Paquita sola, si avanza sulla scena alle ultime battute del Coro.
Paquita
Tutto è festa colà, e l'allegrezza
Ferve nei canti;
Il fraterno banchetto
Fa dolce invito in margine del rio,
La vespertina brezza,
Aleggiando con blando mormorio,
Fa più caro il diletto.
Io sola, ohimè, ferita
Dagli strali d'amor, sento la vita
Pesar, io sola, io sola
Non ho chi mi consola.
O gentil cavaliero,
Dolce speranza mia,
mio idalgo altiero,
Ohimè! chi ti rapìa?

SCENA TERZA

Juanita esce in sulla scena da una macchia di piante, e s'avvicina a Paquita.
Juanita
O mia Paquita !
Fra queste annose piante
De la foresta
Erri soletta e mesta,
E collo sguardo ansioso 1'orizzonte
Interroghi lontano
E la tua fronte
S'incurva, sotto di un dolore arcano.
Paquita
Sorella, nel tuo cuore
Versar voglio la piena
Del mio dolore :
Amor senza speranza è la mia pena.

E al pensier ch'ei più non torni
Io di morte sento il gel.
Passan lenti e tristi i giorni
Ripensando al mio fedel.
Di sospiri e di querele
L'ampia selva risuonò;
Sul m'udì l'eco crudele
E il suo scherno mi mandò.
E la fiamma dell'amore
Ruba al viso la beltà.
»E corrosa dal dolore
»La Paquita morirà.»
Juanita.
Mi sforzi al pianto!
Giocondo sia
Il nostro canto,
Sorella mia.
Come farfalla - di fiore in fiore
La zingarella - muti d'amore;
Come farfalla - brucia nei lumi,
La zingarella - d'amor consumi.
I suoi sorrisi - schietti e vivaci
Chiedano amore - chiedano baci,
E le sue care - gioie d'amore
Giammai non turbi - il rio dolore.
Di gioia in gioia, - di festa in festa
Finché la brutta - vecchiaia mesta
I fior ne rubi - de' giovin dì
Danzino l'ore - sempre così.

(s'ode una fanfara interna. Paquita e Juanita esultano di speranza di rivedere il Cavaliero che attendono)
Insieme
Paquita
Ah ! se ancora il viso amato
Mi fia dato contemplar
E nel guardo innamorato
I mio bene ritrovar!
Juanita
Forse ancora il viso amato
Ti fia dato contemplar
E nel guardo innamorato
Il tuo bene contemplar.
Ritiriamci là tra il folto
Delle piante ad ascoltar.
(si ritirano fra i cespugli)

SCENA QUARTA

Entra Don Fedro con seguito di Cavalieri.
Coro di Cavalieri
Ecco il regno dei zingari,
Ecco il fuoco del campo.
Nella foresta vergine
Delle fucine al lampo
Passa il Gitano il dì.
Don Pedro e Coro
Qui alla foresta vergine
Ei si ritempra il core:
Onor, splendor, dovizie
Ei sprezza e sol d'amore
Cede al celeste imper.

(i Cavalieri si disperdono fra le piante, lasciando solo Don Pedro)

SCENA QUINTA

Don Pedro solo.
Don Pedro
Ed io nel viver splendido
D'una regale corte,
Nell'alma il gelo scendere
Sentiva della morte,
E torpido il pensier.

Ma qui, nel campo zingaro
Te vidi un dì, Paquita,
E rifluir nell' anima
Sentii novella vita,
Sentii balzarmi il cor.

E allor t'amai. - Lo splendido
Lampo di tua pupilla
Nell'angosciato spirito
Destava una scintilla,
Un palpito d' amor.

SCENA SESTA

Paquita e Don Pedro.

(Paquita che ha riconosciuto il Cavalicro da lei atteso, esce da un lato e s'arresta poco lungi da lui).
Paquita
Ah! il gentil cavaliero!
Don Pedro
Tentiam l'alma inesperta
Mesto fingendo il cor. Paquita?!
Paquita
Ohimè! l'altero
Occhio e la fronte aperta
Si atteggiano al dolor.
Don Pedro
Gentil Paquita - qui sul mio seno
Vieni e susurra - detti d'amor.
E sul mio volto - fatto sereno
Brillerà il gaudio - dolce del cor.
Paquita
Amor m'attira - fra le tue braccia,
Amor che dolce - mi parla in cor;
Ma lungi, lungi - da te mi caccia
Destin crudele - col suo rigor.
»Se non m'adduce - lo sposo mio
»Incatenato - Don Pedro Re
»Fieri castighi - minaccia Iddio
»Sulla mia gente - sovra di me.»
Don Pedro
Paquita amabile,
Gentil mio fiore,
Vieni, riposati
Qui sul mio core.
Mesta e sgradita
Fugge la vita,
Lontan da te.
Io son Don Pedro,
L'amor tuo primo,
Don Pedro il Re!
(Paquita cade ginocchioni)
Paquita
Ah! il Re! perdono
Per la mia gente
Che l' inclemente
Fato dannò.

(a poco a poco si avvicina Juanita; e Zingari e Cavalieri fanno corona a Paquita, Juanita e Don Pedro).

SCENA ULTIMA

Coro
Potenza, onori - splendor, ricchezza
Cedono al fascino - della bellezza.
Su tutti domina - forza divina,
A lei si piegano - popoli e Re.
Don Pedro
Bella Paqnita - se la foresta
Per me tu lasci - non esser mesta.
Paquita e Don Pedro
Dolce mio/a sposo/a - sovra il tuo core
Immerso/a in languido - sogno d'amore,
Bevendo il zeffiro - del tuo respir,
Grodrò nell'estasi - ogni desir.

Concertato col Coro che ripete le stesse strofe).

FINE.


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 2 maggio 2026