La personalità di Marco Enrico Bossi quale organista di fama mondiale è talmente ben nota anche al nostro pubblico che non c'è bisogno di illustrarla con notizie. Invece la personalità del Bossi compositore è ancora lontana dall'esser nota al pubblico romano e italiano nella sua pienezza: e ciò perchè, se accade spesso di ascoltare delle sue opere minori, le sue opere maggiori, che hanno percorso trionfalmente le sale da concerto di ogni paese, in Italia sono al pubblico quasi totalmente sconosciute: si pensi che il Canticum canticorum è stato eseguito, fra le città italiane, solo a Trieste e a Bologna. È necessario perciò ricordare che Bossi è autore oltre che di un'opera in un atto Il veggente, e di importanti e squisiti lavori per organo, pianoforte e canto - della cantata biblica Il Cantico dei Cantici, dal poema sinfonico-corale Il Paradiso perduto, del mistero Giovanna d'Arco.
É ad onore dell'artista conviene anche ricordare che come insegnante e direttore di istituti musicali - prima di essere chiamato all'alto posto di direttore del nostro Liceo di Santa Cecilia era stato professore d'organo nel Conservatorio di Napoli, poi direttore del Liceo Benedetto Marcello di "Venezia, dal 1S95 al 1902, e del Liceo Rossini di Bologna - egli ha esercitato un'attività nobile e feconda.
Questa Meditazione religiosa fu scritta dal Bossi nel 1911 in occasione di una festa intima che allietò la casa dell'illustre artista: le nozze della sua figliuola; composizione quindi di limpida ispirazione e di melodica affettuosità.