Allegro di Concerto «Alla Mendelsshon», BOT 76

Trascrizione per contrabbasso e quartetto d'archi

Musica: Giovanni Bottesini (1821 - 1889)
Organico: contrabbasso, 2 violini, viola, violoncello
Composizione: data sconosciuta
Edizione: inedito
Guida all'ascolto (nota 1)

L'Allegro di Concerto "alla Mendelssohn" per contrabbasso e archi è pagina brillante e virtuosistica che nulla ha da invidiare, per la qualità dell'invenzione melodica e per la spigliata scrittura orchestrale, ai concerti per pianoforte e orchestra di Mendelsshon-Bartholdy, fonte di ispirazione primaria di Bottesini.

Il tema principale, fiero e nobile nella sua semplicità melodica, viene presentato dal solista in mi minore sopra un delicato ribattuto degli archi. Una transizione costituita da un dialogo fra violoncelli e contrabbasso, che sfrutta la testa del tema, porta al primo episodio solistico, brillante e irto di difficoltà tecniche. Il tema principale passa poi all'orchestra, seguito da un nuovo episodio solistico che porta al "solare" sol maggiore, tonalità nella quale appare il seconde tema, dolcissimo e sognante nella sua apertura melodica verso l'alto, esposto dai violini e poi ripreso e variato dal solista che sfrutta qui il suo registro sovracuto. L'episodio di sviluppo motivico che segue vede gli archi proporre la testa del tema principale in tonalità maggiore, alla quale il solista ribatte con virtuosistici arpeggi ascendenti e con fioriture melodiche in agili terzine, Prima della cadenza solistica, lunga e impegnativa, Bottesini riprende nuovamente il tema principale, ora in tonalità maggiore e dal carattere di dolce ninnananna.

Dopo la cadenza, udiamo in successione tutti i temi della prima parte: il tema principale, che si innesta direttamente sulla conclusione della cadenza, affidato ai violini, mentre il solista accompagna, con arpeggi insistiti, il secondo tema, ora in si maggiore, affidato al contrabbasso e un episodio di sviluppo motivico nel quale il tema viene affidato ai violini, con l'accompagnamento del solista in terzine di ottavi. Il Finale, Poco più, utilizza in crescendo un'idea melodica secondaria apparsa all'inizio dell'Allegro.

Alessandro De Bei


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 252 della rivista Amadeus

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Ultimo aggiornamento 3 luglio 2022