Giovanni Bottesini fu contrabbassista e direttore d'orchestra stimato e conosciuto in tutto il mondo. Il suo strabiliante virtuosismo e la notevole capacità di trarre dal proprio strumento suoni ed effetti sconosciuti ai contemporanei gli valsero l'appellativo di «Paganini del contrabbasso». La sua produzione musicale, oltre a numerosi melodrammi, annovera svariate pagine dedicate all'amato strumento.
Il Concertino in si minore per contrabbasso e archi è una pagina piacevolissima, nella quale il fascino dei temi e l'abbondanza delle cadenze e dei passaggi di bravura del solista la fanno da padroni sullo sviluppo dei motivi e dei temi. Il primo movimento, Moderato, si apre con poche battute introduttive degli archi in staccato che preparano il tema principale, un motivo caldo e appassionato affidato al solista nella tonalità d'impianto (si minore). Una modulazione porta alla seconda idea melodica, esposta dal solista in imitazione con gli archi, derivata dal tema principale ma più lirica e "aperta" (sol maggiore). Un esteso episodio di sviluppo, col tema principale trattato in imitazioni e progressioni e col solista che dialoga fittamente con l'orchestra sfruttando l'intera estensione del contrabbasso (scalette in biscrome, terzine di crome) conduce direttamente alla cadenza, piuttosto ampia e articolata. Una vivace e virtuosistica coda, caratterizzata dalle rapide figurazioni in semicrome del contrabbasso, porta alla conclusione del movimento nel tono d'impianto.
L'Andante centrale, bipartito, viene introdotto da poche battute degli archi, che morbidamente preparano l'ingresso del solista sul tema principale in sol maggiore. Una lunga elaborazione di questo tema porta alla seconda parte del movimento, che di fatto è una ripresa scorciata della prima.
Il Finale è costituito da un Allegro che si apre con un'introduzione degli archi dal piglio fiero e dal ritmo ben scandito: i violini attaccano una perentoria scala discendente seguita da un arpeggio staccato a tutta orchestra. Così ben preparato, il tema principale può fare il suo ingresso esposto dal solista in si minore sopra un ritmo "militare" scandito dagli archi. L'episodio modulante successivo vede il solista dialogare fittamente con l'orchestra, utilizzando alternativamente frammenti del tema principale, veloci figurazioni virtuosistiche e una "lamentosa" scala discendente cromatica. La ripresa del tema principale, ora in re maggiore, precede l'Animando conclusivo, che vede il ritorno dell'episodio modulante, ora con riconduzione tonale a si minore. La cadenza finale riserva la sorpresa della tonalità maggiore a conclusione del Concerto,
Alessandro De Bei