Il mondo del teatro d'opera è richiamato con forza ancora maggiore dalle numerose fantasie che Bottesini compose, per proprio uso, sui temi dei melodrammi prediletti. Tra queste, quella sulla Lucia di Lammermoor di Donizetti è emblematica di un genere che nell'Ottocento - un'epoca in cui i "temi favoriti" erano patrimonio davvero comune - fu assiduamente praticato e vivamente apprezzato. La Fantasia attinge liberamente ai temi celebri dell'opera e ad altri momenti scenici, li elabora in ampie sezioni virtuoslstiche, li cuce l'uno all'altro ricercando la varietà degli effetti. Inizia con le figure concitate che nell'opera di Donizetti accompagnano l'uragano all'inizio del secondo atto, poi lascia emergere un vago accenno tematico: è il motivo della cabaletta di Edgardo («Tu che a Dio spiegasti l'ali») con la quale l'eroe dà il suo addio alla vita, alla fine dell'opera. Poi, alternati a squarci ariosi nello stile della scena, si susseguono le reminiscenze di altri temi: il coro funebre «Fur le nozze a lei funeste», che costituisce il tempo di mezzo dell'aria finale di Edgardo, e il tema del concertato statico nel Finale secondo «Chi mi frena in tal momento», sul quale prende il via il famoso sestetto della Lucia. Non manca una brillante stretta finale, in perfetto stile operistico.
Claudio Toscani