Passioni amorose, BOT 57

Divertimento per violino, contrabbasso e orchestra

Musica: Giovanni Bottesini (1821 - 1889)
  1. Allegro vivo
  2. Andante
  3. Allegretto
Organico: violino e contrabbasso solisti, orchestra
Composizione: inizio 1670 - 1680 circa

Guida all'ascolto (nota 1)

È noto come la moderna musicologia abbia da tempo corretto l'idea, consegnataci dalla storiografia idealistica, secondo la quale la secolare tradizione strumentale italiana avrebbe subito, nel corso del XIX secolo, una eclissi pressoché totale, di fronte all'incalzare del fenomeno melodrammatico. In realtà l'Ottocento italiano fu percorso da insigni strumentisti dediti anche ad una intensa attività compositiva, in ambito cameristico; è vero piuttosto che per questi strumentisti non fu mai reciso del tutto quel legame fra l'arte strumentale e una concezione "artigianale" della composizione che aveva segnato pienamente i secoli precedenti e che, venendo meno nei paesi tedeschi, aveva trasformato il compositore da artigiano in artista.

Fra i compositori-artigiani del suo tempo, strumentisti insigni, Giovanni Bottesini occupa un posto di primissimo piano come ha ormai definitivamente affermato una vasta attività di studi e, più ancora, il rifiorire in sede di attività concertistica della musica di questo compositore, con esiti graditissimi al pubblico. La biografia del virtuoso segue strade consuete, simili, per certi versi, a quelle di un musicista del secolo precedente; una famiglia di musicisti, una grande precocità, un prodigioso virtuosismo nel suo strumento, infine una carriera internazionale che lo porta all'Avana e negli Stati Uniti, a Parigi, a Londra, in Spagna e Portogallo; senza mancare di far ritorno in Italia, dove ebbe, peraltro la stima e l'amicizia di Giuseppe Verdi. E non va dimenticato come, all'attività strumentale, Bottesini abbia affiancato anche una intensa attività di direttore d'orchestra e di operista; e le partiture lasciate in quest'ultimo campo sono state riconosciute dalla critica più mature e stimolanti della maggior parte di quelle dei "minori" contemporanei.

È fuori di dubbio, comunque, che la celebrità di Bottesini sia legata al contrabbasso. Come scrisse Fétis, «la bellezza del suono, la meravigliosa destrezza nei passaggi più difficili, la maniera di cantare, la delicatezza e la grazia dell'ornamentazione, costituiscono il più completo talento che si possa immaginare». Il soprannome di "Paganini del contrabbasso" deve essere posto in relazione dunque non solo con la bravura tecnica, ma soprattutto con la capacità di proiettare in un ruolo protagonistico uno strumento in genere confinato in un ruolo di semplice accompagnamento, sfruttandone tutte le caratteristiche espressive di pochissimi strumenti.

Appunto al filone comico-sentimentale si riallaccia il brano in programma questa sera, Passioni amorose, il cui autografo è conservato al Conservatorio di Milano. Si tratta di un "Concerto" noto in due differenti versioni, per due contrabbassi, e per violino e contrabbasso; ed è appunto quest'ultima la versione in programma questa sera, che viene così a costituire una sorta di contraltare al Gran duo concertant per il medesimo organico ormai giunto a una certa celebrità. Il ruolo dell'orchestra è semplicemente quello dell'accompagnamento (anzi nell'esecuzione di questa sera la parte dei fiati, estremamente scarna nell'originale, è stata rinforzata a cura di Giovanni Veneri). In primo piano i due solisti, che si impegnano in diversi tipi di scrittura: dalle "cantilene" per terze e seste in stile belcantistico, a serrati intrecci e contrapposizioni in arpeggi che toccano gli estremi delle tessiture strumentali. Formalmente la composizione si divide in tre brevi movimenti, un energico Allegro vivo, un Andante più contemplativo e un brillante Allegretto.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 13 marzo 1994

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Ultimo aggiornamento 18 maggio 2022