Jungfräulein, soll ich mit euch gehn, op. WoO 33 n. 11

Trascrizione per voce e pianoforte

Musica: Johannes Brahms (1833-1897)
Testo: tradizionale Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1854 - 1858
Edizione: Simrock, Berlino, 1894
Testo

Jungfräulein, soll ich mit euch gehn Mia fanciullina mi voglio ora recare
Jungfräulein, soll ich mit euch gehn
in euren Rosengarten,
da wo die roten Röslein stehn,
die feinen und die zarten,
und auch ein Baum der blühet
und seine Läublein wiegt,
und auch ein kühler Brunnen,
der grad darunter liegt.
Mia fanciullina mi voglio ora recare
con te nel tuo roseto,
vi stanno piccole rose rosse,
assai fini e delicate,
e vi fiorisce un albero pure,
che dondola il suo fogliame,
e una fresca fonte,
che sgorga proprio là sotto.
"In meinen Garten kannst du nicht
an diesem Morgen früh,
den Gartenschlüssel findst du nicht,
er ist verborgen hie.
Er liegt so wohl verschlossen,
er liegt in guter Hut,
der Knab darf feiner Lehre,
der mir den Gart'n auftut."
"Nel mio giardino non puoi entrare
così di buon mattino,
la chiave non la potrai trovare,
essa è nascosta qui.
Tutto sta sotto chiave,
e assai ben custodito,
deve prima molto imparare
colui che aprirà il mio giardino."
In meines Buhlen Garten
da stehn der Blümlein viel,
wollt Gott sollt ich ih'r warten
wohl, das wär mein Fug und Will,
die roten Röslein brechen,
denn es ist an der Zeit,
ich hoff, ich wollt erwerben,
die mir im Herzen leit.
Nel giardino della mia amata
stanno tanti piccoli fiori,
Dio voglia che là io l'aspetti,
sarebbe mio diritto e intenzione,
per cogliere questi fiori,
perché è arrivato il momento
di conquistare, io tanto lo spero,
colei che comanda il mio cuore.
"Gut G'sell, darum mich beten hast,
das kann und mag nicht sein,
du würdest mir zertreten han,
die liebsten Blümlein mein.
So kehre nun von hinnen,
und geh nun wied'rum heim,
du brächst mich doch zu Schanden,
fürwahr, das wär nicht fein."
"Mio buon amico, ciò che mi chiedi
non è proprio possibile,
finiresti con il calpestare,
i miei fiorellini più cari.
Perciò ritorna sui tuoi passi,
e avviati verso casa tua,
tu mi arrecheresti vergogna,
e, invero, ciò non sarebbe gentile"
Dort hoch auf jenem Berge,
da steht ein Mühlenrad,
das mahlet nichts als Liebe,
die Nacht bis an den Tag.
Die Mühle ist zerbrochen,
die Liebe hat ein End,
so segn dich Gott, mein feines Lieb,
jetzt fahr ich ins Elend.
Là sopra quella collina
sta la ruota del mulino,
null'altro che amore macina,
di giorno e pure di notte.
Ma ora la ruota si è rotta,
l'amore è ormai finito,
così Dio ti benedica, amor mio,
piombo nell'infelicità.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 2 settembre 2025