Antri, spelonche e rupi
Cantata per soprano, archi e basso continuo
Musica: Antonio Caldara (1670 - 1736)
Testo: autore ignoto
- Sinfonia: Andante (do minore)
- Recitativo: Antri, spelonche e rupi
- Aria: Andante (si bemolle maggiore) - Freddi marmi che mi udite
- Recitativo: Forsi ch’ella da voi mossa à pietà
- Aria: Allegro (do minore) - Aure grate
Organico: soprano, 2 violini, basso continuo
Composizione: Vienna, 20 aprile 1712
Testo
Antri, spelonche e rupi
per soprano, 2 violini e basso continuo
Sinfonia - Andante (do minore)
Recitativo
Antri, spelonche e rupi,
Tigri feroci, orridi mostri e voi
Boschi selvaggie piante
Che d’un afflitto amante
Le querele e i lamenti
Udite in mesti e gemebondi accenti
Voi che in mari di pianto
Da l’urne de miei lumi
Versare ogn’or vedete
E che de miei sospiri
Testimonii veridici voi siete
Voi narrate a la bella
Rigidissima Irene
Il tronco sospirar
Il flebile essalar de la mia speme.
Aria - Andante (si bemolle maggiore)
Freddi marmi che mi udite
Non ridite a quell’ ingrata
Dispietata il mio dolor.
Dite pure alla crudele
Che fedele a dure tempre
Sarà sempre questo cor.
Recitativo
Forsi ch’ella da voi mossa à pietà,
Più che da’ miei sospiri,
Esser puol ch’ella giri
Ver me dolci e miti
I lumi alteri e il superbetto labro
Spieghi soavemente
Col dirvi almen Niso infelice speri.
Aria - Allegro (do minore)
Aure grate che scherzate
Vezzosette
Fra le fronde o fra l’erbette
Ricreando il prato e il fior.
Deh narrate per pietate
Di mia vita a quella cruda
Che d’affetto è ogn’ or più nuda
L’infelice e rio tenor.
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Ultimo aggiornamento 9 ottobre 2024