Begl'occhi e bella bocca

Cantata per due voci, archi e basso continuo

Musica: Antonio Caldara (1670 - 1736)
Testo: autore ignoto
  1. Sinfonia: (re maggiore)
  2. Recitativo: O bella Irene amante
  3. Aria: Allegro (la maggiore) - Se ride o parla, o tace
  4. Recitativo: Ma tu che a me simile
  5. Aria: (re minore) - Nel mostrarmi le belle pupille
  6. Recitativo: E come son del tuo bel sole i rai?
  7. Aria: Andante (do maggiore) - Occhi miei quando piangete
  8. Eecitativo: E come son le labra del tuo bene?
  9. Aria: Allegro (sol minore) - L’alma che langue
  10. Recitativo: Florindo!
  11. Duetto: Allegro (fa maggiore) - Caro labro ti consiglio a dar mercè
Organico: soprano, contralto, 2 violini, basso continuo
Composizione: 1710
Testo

Begl’occhi e Bella Bocca
per soprano, contralto, due violini e basso continuo

Recitativo
Florindo
O bella Irene amante
D’un crudel che non t’ama
Dimmi se non ti spiace
Nell’amato sembiante
Che cosa è quel, che sì t’invoglia e piace?
Irene
Tutto è vago il mio sol ma più che altrove
Sta nel suo labro amore
Indi m’impiaga, ivi m’ha preso il core.

Aria - Allegro (la maggiore)
Irene
Se ride o parla, o tace
La bocca sua vezzosa
Sempre sa innamorar.
Sì pura e sì vivace
Non sorge in prato rosa
Non ha corallo il mar.

Recitativo
Irene
Ma tu che a me simile
Provi d’amor la sorte
O Florindo gentile
Dimmi nel volto della bella ingrata
Che cos’è quel che ti legò sì forte?
Florindo
I lumi Irene, i lumi,
Ch’havrian pur forza di legare i numi.

Aria - (re minore)
Florindo
Nel mostrarmi le belle pupille
Disse amore per lor morirai
Io risposi alle care faville
Bel morire sarà di quei rai.

Recitativo
Irene
E come son del tuo bel sole i rai?
Florindo
Son bruni son vezzosi,
Son quasi come i tuoi;
Ma più sereni alquanto e men pietosi.
Irene
Serene fur queste mie luci ancora,
ma lagrimar poi tanto
che la gioia fuggì rimase il pianto

Aria - Andante (do maggiore)
Irene
Occhi miei quando piangete
Voi chiedete
Un sospiro a i labri suoi.
Ma quel labro che v’uccide
Solo ride
Quando vede a pianger voi.

Recitativo
Florindo
E come son le labra del tuo bene?
Irene
La bocca del mio ben la tua somiglia,
E l’una e l’altra sembreria sol una,
S’ei pallida l’havesse o tu vermiglia
Vermiglie fur queste mie labra ancora
Ma sospirar poi tanto,
Che la stanchezza estinse
L’ostro e la rosa, e di pallor le tinse.

Aria - Allegro (sol minore)
Florindo
L’alma che langue
Sul labro esangue
Mostra ferito il cor.
Ma non lo mira
Non ha pietà
L’empia beltà.
Per cui sospira ogn’or.

Recitativo
Irene
Florindo!
Florindo
Irene!
Irene
E quale avrem conforto?
Florindo
all’amorose pene,
Gran conforto è la spene
Speriam dunque gioire
Doppo un lungo martire,
Che amor di gioie, e di tormenti e fabro
Idolatra io d’un ciglio e tu d’un labro.

Duetto - Allegro (fa maggiore)
Irene
Caro labro ti consiglio a dar mercè/
Florindo
Amato ciglio ti consiglio aver pietà
Irene
D’un sospir non esser tardo/
Florindo
D’uno sguardo non esser tardo
Irene
e il ciglio mio parlerà./
Florindo
E il mio labro sempre a te si volgerà.


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Ultimo aggiornamento 8 marzo 2024