Bireno il dì s'appressa

Cantata per soprano, archi e basso continuo

Musica: Antonio Caldara (1670 - 1736)
Testo: Paolo Antonio Rolli
  1. Sinfonia: (do minore)
  2. Recitativo: Bireno il dì s'appressa
  3. Aria: Allegro (si bemolle maggiore) - Va mancator di fè
  4. Recitativo: E lo soffrite voi
  5. Aria: Risoluto (mi bemolle maggiore) - Venti più fieri alzatevi
  6. Recitativo: Ma non l'opprimete
  7. Aria: (do minore) - Tornin poi tranquille e chiare
Organico: soprano, 2 violini, basso continuo
Composizione: 1727
Testo

Bireno il Dì s’appressa
per soprano, due violini e basso continuo

Sinfonia - (do minore)

Recitativo
Bireno il Dì s’appressa:
Non odi il canto de’ marini Augelli
Desti al primo apparir del nuovo Lume?
Bireno, in queste piume
Non riposi? Bireno?
GIto forse su ’l lido
A render pronti i Naviganti all’opre.
Ma sorgi OLIMPIA, e mira
Dov’ è il tuo caro Amante.
Bireno? Sposo? e dove?
Ah! che nulla si scopre
Veggo deserte le approdate arene.
Tutta silenzio è l’Isola e la Riva.
Veggo da lunge sol le aperte vele
Dello spergiuro Traditor crudele.

Aria - Allegro (si bemolle maggiore)
Va Mancator di Fe,
Parti lontan da me,
Fuggi, ma ingrato, almen,
Pensa a chi resta.
In pena dell’error,
Di’ almeno, Traditor,
OLIMPIA che dirà, quando si desta?

Recitativo
E lo soffrite voi Numi dell’Onda?
Meco il vedeste pure
Scender su questa sponda,
Udiste i dolci Affetti
I forti giuramenti
Udiste; e pure ingiusti
Gli rendete propitj i flutti e i venti.
E a che serbate mai
L’orror delle Tempeste;
S’anno l’aure feconde i Tradimenti?
Deh, come i vostri Numi,
Non siate ingiuste voi
Acque Venti Procelle,
Opprimete ingojate
Il Traditor che l’empia Fuga affretta:
Voi non faceste ancora
La più giusta Vendetta.

Aria - Risoluto (mi bemolle maggiore)
Venti più fieri alzatevi,
Portate un nero Nembo
Che scagli tuoni e fulmini
Sul capo al Traditor.
Onde, al mio duol, turbatevi,
Tutte ingojate in grembo
Le Navi di quel perfido
Ingrato Mentitor.

Recitativo
Ma no, non l’opprimete,
Gettate il suo Naviglio in questo lido
Finche senta l’Infido
Rimproverarsi a fronte,
Per cagion del su’ amore,
Perduto il mio bel Regno
La mia stirpe Regal, preda di morte,
Dissipate Ricchezze,
La propria Vita offerta
D’un Tiranno allo sdegno,
Per involarlo al suo mortal periglio.
Per Pietà, fin che m’oda, o Venti, o Flutti,
Gettate in questo lido il suo Naviglio.

Aria - (do minore)
Tornin poi tranquille e chiare
L’acque placide del Mare
La sua Fuga a secondar.
E l’Ingrato che m’ascolta,
M’abbandoni un’altra volta,
Senza udirmi lamentar.


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Ultimo aggiornamento 27 febbraio 2025