L’Oronte
Cantata per basso e basso continuo
Musica: Antonio Caldara (1670 - 1736)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Ove l'altero olimpo
- Aria: Allegro (si bemolle maggiore) - L'aura del cieco averno
- Recitativo: Ma qual ristoro io provo
- Aria: Andante (sol minore) - Se sprezzato io son da te
Organico: basso, basso continuo
Composizione: 1727
Testo
L’Oronte
per basso e basso continuo
Recitativo
Ove l’altero Olimpo
Erge mostruoso il Tergo
Di orridi spechi e dirupate balze,
Giacea l’incauto Oronte,
Solingo e delirante,
Disprezzato, deluso, acceso amante.
Ah! Barbarie inaudita egli dicea,
Di qual fallo son reo? Morir mi lice?
Un’ingrata mi sprezza e mi deride?
O voi di fosca notte orridi numi,
Sorgete e con gran scempio,
Nell’Erebo profondo
Precipitate il cielo, Oronte, il mondo.
Aria - Allegro (si bemolle maggiore)
L’aura del cieco averno
Col suo infernal vapore
Ingombri di terrore
La terra, il cielo, il mar.
Sorga l’orrendo Pluto
D’ira, di sdegno armato
E il mio tiranno fato
Impari a fulminar.
Recitativo
Ma qual ristoro io provo,
Qual contento pretendo
Nel tributar sospiri all’aura, ai venti,
Se vie più atroci rendonsi i tormenti.
Ah! Cassandra crudele!
Tu sola del mio cor sei l’aspra pena
E l’amabil catena,
Con cui nel petto l’alma mi annodasti,
Pria che sciolta, vedrai mancar di vita
Il vilipeso Oronte e doppo morte
Di amarti ancor fedel sarà sua sorte.
Aria - Andante (sol minore)
Se sprezzato io son da te,
Se schernita è la mia fé,
Più s’accende nel mio petto
Di adorarti il bel piacer.
Non pavento il fasto altero
Del tuo cor sempre severo,
Vivrò sempre a te fedele
Senza speme di goder.
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Ultimo aggiornamento 16 agosto 2024