La di parnasso in cupa valle ombrosa
Cantata per soprano, violino, violoncello e basso continuo
Musica: Antonio Caldara (1670 - 1736)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: La di parnasso in cupa valle ombrosa
- Aria: Allegretta (fa diesis minore) - Deh voi cari almeno oh dio
- Recitativo: A quell’ingrato ancora
- Aria: Allegro (re maggiore) - Quando non v’è più speme
Organico: soprano, violino, violoncello, basso continuo
Composizione: 1729
Testo
La di parnasso in cupa valle ombrosa
per soprano, violino, violoncello e basso continuo
Recitativo
La di parnasso in cupa valle ombrosa
Ove più fresca è l’onda
Stava ninfa gentil tra frondi ascosa
Lagnavasi d’amor che a quella sponda
Tratta l’avea per suo maggior tormento,
E infelice dicea con flebil voce
Ahi lassa il mio lamento,
Ascolta tu che da me volgi i passi,
Ma invan sospiro oh dio,
S’altri non m’ode sol, che i tronchi, e i sassi
Aria - Allegretta (fa diesis minore)
Deh voi cari almeno oh dio
Dite si si dite al cor mio,
Che se ingrato m’abbandona
Io ritorno a lagrimar
Dille ancor tu chiaro rio
Col tuo dolce mormorio
Quanto e grave | caro il mio penar.
Recitativo
A quell’ingrato ancora
Dite se vuol ch’io mora
Morrò se il brama e morirò contenta;
Ma poi che sarà spenta
Quella fiamma che amor per lui m’accese
Pentito dell’error mesto, e piangente
Spero per me vivrà sempre dolente.
Aria - Allegro (re maggiore)
Quando non v’è più speme
Non giova il sospirar
Ne meno il piangere
Ama quell’cor che geme
Più tosto che penar
Potersi frangere.
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Ultimo aggiornamento 26 gennaio 2025