Dallo Shakespeare, come è noto, Mario Castenuovo Tedesco ha attinto numerose ispirazioni, prima musicandone, in un ciclo completo tutte le Canzoni, poi con l'illustrazione sinfonica dei vari soggetti delle sue commedie e tragedie mediante una serie di ouvertures. Alcune di queste sono già da tempo note al nostro pubblico; ad esse viene oggi ad aggiungersi quella per Il racconto d'inverno, composta nel 1934, di cui l'autore stesso ha voluto fissare i vari momenti espressivi riportando di volta in volta sulla partitura brevi frammenti della commedia:
Scambiavamo l'innocenza con l'innocenza (Polissene, atto I, scena II) - Troppo caldo! Troppo caldo! (Leonte, atto I, scena II), Addio, mio signore, vorrei vedervi sempre sorridere (Ermione; Atto I, scena II) - Urla selvagge! Sono perduto per sempre! (Antigono, atto III, scena III) - Boemia: Un paese deserto in vicinanza del mare (id.) - Boemia: Una capanna di pastori. Musica. Danza di pastori e di pastorelle (Atto IV, scena III) - Venite a comprare, ragazze, altrimenti vi imbronciate! (Autolico, atto IV, scena IV) - Fiorizet e Perdila - Nè di notte, né di giorno, mai riposo! (Leonte) - Musica, svegliala! Suonale, il tempo è giunto, cessa d'essere di pietra! Scendi e colpisci di stupore ogni sguardo (Paolina, alto V, scena III).