Il racconto d'inverno, op. 80

Ouverture per il teatro di Shakespeare
Musica: Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968)

Organico: 3 flauti, 3 oboi, 3 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, timpani, percussioni, xilofono, celesta, archi
Composizione: 1934
Prima esecuzione: Vienna, Wiener Philharmoniker, dicembre 1935
Edizione: Ricordi, Milano, 1935
Dedica: Clara Castelnuovo-Tedesco
Guida all'ascolto (nota 1)

Dallo Shakespeare, come è noto, Mario Castenuovo Tedesco ha attinto numerose ispirazioni, prima musicandone, in un ciclo completo tutte le Canzoni, poi con l'illustrazione sinfonica dei vari soggetti delle sue commedie e tragedie mediante una serie di ouvertures. Alcune di queste sono già da tempo note al nostro pubblico; ad esse viene oggi ad aggiungersi quella per Il racconto d'inverno, composta nel 1934, di cui l'autore stesso ha voluto fissare i vari momenti espressivi riportando di volta in volta sulla partitura brevi frammenti della commedia:

Scambiavamo l'innocenza con l'innocenza (Polissene, atto I, scena II) - Troppo caldo! Troppo caldo! (Leonte, atto I, scena II), Addio, mio signore, vorrei vedervi sempre sorridere (Ermione; Atto I, scena II) - Urla selvagge! Sono perduto per sempre! (Antigono, atto III, scena III) - Boemia: Un paese deserto in vicinanza del mare (id.) - Boemia: Una capanna di pastori. Musica. Danza di pastori e di pastorelle (Atto IV, scena III) - Venite a comprare, ragazze, altrimenti vi imbronciate! (Autolico, atto IV, scena IV) - Fiorizet e Perdila - Nè di notte, né di giorno, mai riposo! (Leonte) - Musica, svegliala! Suonale, il tempo è giunto, cessa d'essere di pietra! Scendi e colpisci di stupore ogni sguardo (Paolina, alto V, scena III).


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Teatro Argentina, 23 maggio 1948

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Ultimo aggiornamento 27 maggio 2026