La dodicesima notte, op. 73

Ouverture per il teatro di Shakespeare
Musica: Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968)

Organico: 2 flauti, 3 oboi, 3 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, 2 tromboni, timpani, percussioni, xilofono, celesta, arpa, archi
Composizione: 1933
Prima esecuzione: Roma, Augusteo, 10 gennaio 1935
Edizione: Ricordi, Milano, 1935
Dedica: Lorenzo Castelnuovo-Tedesco
Guida all'ascolto (nota 1)

Della Ouverture per La dodicesima notte di Shakespeare dice lo stesso Castelnuovo-Tedesco:

«In questa commedia di Shakespeare l'argomento non ha particolare rilievo: il titolo stesso La dodicesima notte (cioè la notte dell'Epifania, che è la dodicesima notte dopo Natale, in cui si vuol soltanto indicare una ricorrenza consacrata presso la corte elisabettiana a feste e spettacoli) ed ancor più il sottotitolo: oppure «Quel che volete», stanno ad indicare che il poeta stesso non attribuiva alla vicenda grande importanza. Ma dall'intreccio confuso ed alquanto convenzionale, emergono, per l'arte somma del poeta, figure indimenticabili di personaggi: il Duca Orsino, il principe sognatore, assetato di musica, che domanda ai suoi paggi vecchie canzoni nostalgiche; le dolci figure muliebri di Olivia e di Viola; ed infine Malvolio, il ridicolo maggiordomo beffato. Ed a questi «caratteri» s'ispira appunto la musica dell'Ouverture; ad Orsino l'introduzione, imperniata sopra un malinconico tema di canzone (che è esposto la prima volta dal solo corno inglese, e che ritroveremo più volte nel corso del pezzo); a Malvolio tutta la parte centrale ed umoristica (che si svolge sopra un tema grottesco esposto dal fagotto). Un altro tema, quasi di «Chanson à boire» allude ai due vecchi beoni, Sir Tobia e Sir Andrea; ed altri accenni si trovano via via nella partitura: un breve episodio «piovoso» si riferisce alla Canzone della pioggia (che il clown canta alla fine della commedia); e più oltre un ritmo serrato di gagliarda ricorda la gara di danza tra i due vecchi beoni. Ma sono semplici spunti di colore in un pezzo che si svolge secondo una logica puramente musicale e nella forma classica dell'ouverture».


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Basilica di Massenzio, 13 agosto 1952

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Ultimo aggiornamento 20 maggio 2026