Weary with toil, I haste me to my bed, op. 125/1 n. 25

Sonnet XXVII per voce e pianoforte
Musica: Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968)
Testo: William Shakespeare

Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1944 - 1947
Edizione: inedito
Testo

Weary with toil, I haste me to my bed Corro subito a letto, vinto dalla stanchezza
Weary with toil, I haste me to my bed,
The dear repose for limbs with travel tired;
But then begins a journey in my head,
To work my mind, when body's work's expired:
For then my thoughts, from far where I abide,
Intend a zealous pilgrimage to thee,
And keep my drooping eyelids open wide,
Looking on darkness which the blind do see
Save that my soul's imaginary sight
Presents thy shadow to my sightless view,
Which, like a jewel hung in ghastly night,
Makes black night beauteous and her old face new.
Lo! thus, by day my limbs, by night my mind,
For thee and for myself no quiet find.
Corro subito a letto, vinto dalla stanchezza,
caro è il riposo al corpo che ha viaggiato,
ma ecco che la mia mente un altro viaggio inizia
tale che non più il corpo ma l’animo è impegnato.
Ché allora i miei pensieri, da questo posto remoto,
tenendo le mie palpebre grevi spalancate,
volano a te in pellegrinaggio devoto,
mentre scruto le tenebre dai ciechi conosciute;
eppure alla mia vista, cui la luce è sottratta,
la visione di te nel pensiero presente,
è pari a un diamante sospeso nella notte fitta,
che ne rinnova il volto e la rende splendente
Così il mio corpo di giorno e di notte il pensiero
Per causa mia e tua non trovano mai ristoro.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 30 giugno 2026