Elda, op. 24
Testo del libretto
ATTO PRIMO
Scena prima
Spiaggia di mare frastagliata di scogli. — Sorge il sole.
Magno solo.
(All'alzarsi del sipario, l'orchestra dipinge il levarsi del sole. Magno viene dalla sinistra e si volge
in atto di solenne contemplazione al cielo illuminato dei primi raggi.)
MAGNO
Ti saluto, o superbo astro del giorno!...
11 raggio d'oro così puro e terso,
Che tu diffondi alteramente intorno,
È luce e gioia e vita all'universo.
Ti saluto o fiammante occhio del cielo!...
La terra, innamorata, in sulla fronte
Si ricompone delle spose il velo
Al tuo primo apparir sull'orizzonte.
Ti saluto, o sublime inclito nume!...
Baldo, siccome il vol della speranza,
Torni a lanciarti col divin tuo lume
Nei giri eterni dell'eterna danza.
Ti saluto, o gran Re della natura,
A cui triplice regno offre tributo!...
Onda di fuoco essenzialmente pura,
Virtù fecondatrice, io ti saluto!...
(si volge verso il davanti della scena e tutto raccolto in diversi e meno sereni pensieri si avanza lentamente)
Ma quest'ora si lieta a me non reca
Che tenebre e dolore!...
Ulla, gentil fantasima
D'una sognata illusion d'amore,
Il mio sole eri tu... perchè tramonti?
D'un altro oggi sarai!... Sepolto resti
Eternamente in petto
L'ineslinguibil mio fatale affetto!...
Purché sorriso eterno
Sulla tua bocca aleggi...
Purché di fior contesto
Io vegga sempre il vel della tua vita...
Senza un lamento
L'aspro tormento
Sopporterò di mia crudel ferita!
Sveno e detti.
SVENO
(venendo dal fondo ed incontrandosi con Magno)
Magno tu qui?...
MAGNO
D'Odino al tempio io muovo:
Ma tu, signor, questi deserti luoghi
E in si dimessa veste
Perchè ricerchi tu,
Mentre al fiore
Del tuo core
Sorride la più bella alba d'amore?...
SVENO
D'amor, di gioia non parlarmi più!...
MAGNO
Che t'avvenne, o signor?...
SVENO
Fedele amico
A me tu sei...
MAGNO
Men vanto.
SVENO
Alla saggezza
Dei tuoi carmi ispirati,
Come a responsi di divin profeta,
S'affida a dritto Scandinavia tutta.
MAGNO
Il vero e il giusto è sul mio labbro sempre.
SVENO
Or ben: me pur soccorri
D'un tuo consiglio...
MAGNO
Parla.
SVENO
Candida e bella
Regal donzella
Ebbe da me la fede
Di sposo...
MAGNO
(con interesse)
Ulla...
SVENO
Ed a lei
Dei Numi all'ara
Legarmi oggi degg'io
Con nodo eterno...
MAGNO
(come sopra)
Ebben?...
SVENO
Magno, tremenda
S'agita qui nel mio turbato cuore
Una tempesta.
MAGNO
Ahimè!... Che dici mai?...
Da qual follia la tua mente è sconvolta?,..
Quella gentil non ami tu?
SVENO
M'ascolta...
Son quattro lune - che un dì nel bosco
Presso un torrente - il pie movea;
Cadeva il giorno, - per l'aër fosco
L'astro d'argento - già sorridea.
Quando ad un tratto - solinga vergine,
Divinamente - bella, m'apparve
Di quel torrente - sedea sul margine,
Come regina - d'eteree larve.
Sciolte sugli omeri - le chiome bionde
Pareano un manto - di luce ed ór;
E d'eco in eco - per quelle sponde
Volava un languido - inno d'amor.
MAGNO
Che festi allor?...
SVENO
Noi so!...
So che l'amai... m'amò!...
So che il suo sguardo etereo,
Che infiamma ed accarezza,
Con una nuova ebbrezza
M'imparadisa ognor...
So che divino è il fascino
Dei suoi soavi accenti...
So che i suoi baci ardenti
M'han fulminato il cor!...
MAGNO
Oh! destino!... Oh! sciagura!...
E tu non pensi ad Ulla?...
La povera fanciulla
T'ama col primo palpito
D'un confidente affetto;
La sua speme sei tu, tu la sua vita!...
Or che resta alla misera tradita?...
Morir...
SVENO
Nol dir!...
MAGNO
Mi chiedesti un consiglio...
SVENO
Ahimè! comprendo
Il tuo pensiero... Oh! mio supplizio orrendo!...
MAGNO
L'incanto malefico
Scongiura, disperdi;
Si spenga una brama,
Ch'è indegna di te.
D'un nome incolpabile
La fama tu perdi,
Se ad Ulla che t'ama
Non serbi tua fè.
SVENO
E tentarlo saprò !... L'ultimo addio
Elda da me riceverà, tei giuro;
Poi con Ulla verrò d'Odino al tempio.
MAGNO
E avrai propizii i Numi,
E prospero il destino...
SVENO
Ma morto il core!...
Elda è il mio nume, il mio destino è amore.
(Magno esce dalla destra)
Sveno indi Elda.
SVENO
Il dado è tratto ornai!... Vinta è la lotta
Fra la mente ed il core!...
Insaziabil brama
Mi seduce, m'attrae... voce d'onore
Mi trattien mi richiama...
Pari è l'abisso!... Ebben... sia!,.. Ti prepara,
Povera Elda, al duro passo omai!...
È la fatalità, che ci separa...
Ma t'amo e t'amerò, come t'amai!...
ELDA
(di dentro)
Da che tutta mi son data
All'ebbrezza dell'amor,
Da me sparve ogni dolor
E son beata!...
Una gioia incantatrice,
Che provata io mai non ho,
Cuore e mente m'inondò...
E son felice!...
SVENO
La sua voce!... Ella viene... Ahi! questo canto
M'arde ogni vena e mi costringe al pianto!...
ELDA
(come sopra)
Della luce del mattino
Cielo e mar mi rivestì,
E la terra m' appari
Tutta un giardino.
Molle auretta lusinghiera
Scuote i rami e bacia i fior.
Ed io sento nel mio cor
La primavera.
(entra in scena dalla sinistra)
SVENO
(movendole incontro)
Elda...
ELDA
(correndo a lui tutta lieta)
Tu qui?... tu qui?... Ti trovo alfine!...
SVENO
Tu mi cercavi?...
ELDA
E quando
Non ti cerco?... Non sai
Che, divisa da te, son come un'ombra
Priva di sensi e moto?...
Che, se mi manchi tu, tutto mi manca?...
Da un triste orribil sogno
L'anima questa notte ebbi sconvolta,
Ed una strana
Tristezza arcana
Mi restò nella mente.
Mossi al bosco turbata, irrequieta,
E presso il margine
Di quel torrente,
Ove la prima volta a me apparisti,
M'assisi e t'aspettai... ma non venisti!...
E già quasi credea che l'amor mio
Posto avessi in oblio...
Già sospettava... Ma no, no: ti trovo,
Ti vedo, ti favello, al sen ti stringo,
Mi guardi, mi sorridi e mi ridesti
A quella gioia, che sol cerco e bramo,
E che mi dai tu sol col dirmi: - io t'amo!...
SVENO
Ahimè!... Resistere
Chi mai potria
Di tua voce soave all'armonia?...
Pur molte e gravi cose ho a dirti: ascolta...
ELDA
No, più tardi... domani... un'altra volta!
(con abbandono)
Lascia per or che libero
Abbia uno sfogo il core,
E si ritempri l'anima
Ai raggi dell'amore;
Lascia che i miei si possano
Negli occhi tuoi fissar,
E la mia bocca il nettare
Dei baci tuoi libar!...
SVENO
Elda, non più...
ELDA
Ripetimi
Che l'amor tuo son io...
SVENO
(da se)
Oh! quale orrendo spasimo,
Qual reo supplizio è il mio!...
ELDA
(con estrema dolcezza)
E non una parola
Tu mi rispondi?...
SVENO
(come sopra)
Ahimè!...
ELDA
Abbandonata e sola,
Lo sai, non ho che te!...
Non fui da un padre - mai benedetta,
Bacio materno - non ebbi mai,
Nella mia casa - nessun m'aspetta,
Nessun mi chiede - se in petto ho un cor...
Ma dal momento - che, amata, amai
M'innalzo all'estasi - d'un gaudio immenso,
Per te rivivo - respiro e penso,
Per te m'inebrio - di luce e amor!...
SVENO
(con accento appassionato e quasi fuori di sè)
Ed io dovrei respingerla?...
Ed io dovrei tradirla?...
Io che giurai seguirla
Fin nella tomba?... Ah! no!...
ELDA
Che fu?... Che hai?... Rispondimi...
SVENO
Nulla... ti calma... il bramo.
ELDA
Dimmi che m'ami...
SVENO
Io t' amo,
E sempre io t'amerò.
Per te sol vivo - respiro e penso,
Per te m'inebrio - di luce e amor!...
CORO
(di dentro)
Il nuovo giorno
Che fa ritorno
Stende benefico
Di pace un vel;
È tutla in giubilo
La terra e il ciel.
ELDA
Odi tu ?... Son le liete
Turbe dei boscaiuoli e pescatori,
Che a festeggiare accorrono
Del signor nostro la novella sposa.
SVENO
(come destandosi da un dolce sogno)
Ah! che mai mi rammenti!...
ELDA
Che fu?... Perchè si vela
D'improvviso pallore il tuo sembiante?
Qual dolor
Qual terror
Subitamente l'anima t'invade?...
Parla... parla...
SVENO
(mestamente)
Quel canto
Separarci ne impone,
E mi sento nel core una tristezza
Come se questo mio
Fosse l'ultimo addio!...
ELDA
Sveno!... Perchè cosi
L'anima mia ferir?...
Che mai ti feci, di?...
Vedermi vuoi morir?...
SVENO
No, rasserena il cor...
L'ultimo addio non è...
Un' ombra di dolor
Passò dinanzi a me!...
(poi da sè con accento risoluto)
È vano!... B vano!... La fatal parola
Proferir non poss'io!...
ELDA
Quella pace, che l'anima consola,
Teco sia sempre...
A DUE
Addio!...
(Partono: Elda dalla sinistra, Sveno dalla destra)
SCENA SECONDA
Un'altra spiaggia d'aspetto molto diverso e molto meno selvaggio.
Indietro sopra uno scoglio praticabile a sinistra l'esterno di un tempio sacro ad Odino. Sul davanti a
destra l'esterno del castello di Sveno. Case e capanne qua e là. - Grossi abeti dovunque. - Si vede in fondo un lembo di mare.
Coro indi Elda.
(All'alzarsi della tela approdano alcune barche, da cui scendono a terra varii pescatori: alcuni boscaiuoli
vengono ad unirsi ad essi: le loro donne muovono ad incontrarli dalle case e dalle capanne)
CORO DI DONNE
Il sole illumina
Del mar le sponde,
I venti danzano
Sull'alghe e l'onde,
Gli augelli cantano
Fra rami e fronde,
È tutta in giubilo
La terra e il ciel.
TUTTI
L'astro del giorno
Che fa ritorno
Su noi diffonde
Di pace un vel.
UOMINI
(ad un drappello di giovani contadine, che vengono dalla destra)
Giovinette dell'agile pie,
Su, danzate, solenne è tal dì:
»Con un nodo di candida fè
»Oggi amore due anime unì.
DANZA CARATTERISTICA
CORO
[dopo finita la danza)
Il nuzial corteggio esce dal tempio...
DONNE
Ed Elda ancor non vien... Che fa ?... Dov'è?...
ELDA
(accorrendo dalla sinistra)
Eccomi qui...
DONNE
(affollandosi intorno a lei)
Domani al gran convito
Tu fosti scelta a celebrare il rito...
ELDA
Io?...
DONNE
Sì: lo sposo lo spumante calice
Ed Ulla la ghirlanda avran da te.
ELDA
(peritosa)
Ma... in verità... non so...
DONNE
Te ne preghiamo...
ELDA
Ebben: mi proverò.
(si ritrae con gli altri e resta confusa tra la folla)
Il Re. Sveno. Ulla. Magno, Vilbergra, Luitlando, Valdemaro e detti.
(Le porte del tempio si aprono e ne esce un festivo corteggio nuziale composto di Cavalieri, Magnati,
Sacerdoti, Scaldi, Giovinette, Famigli. - Il Re tiene per mano Sveno ed Ulla spendidamenle vestiti.
Magno triste preoccupalo li segue. Un drappello di soldati chiude il corteggio. Le danzatrici,
dividendosi in doppia schiera, formano con lunghe guide di fiori e con veli un fantastico padiglione,
sotto cui sfila il corteggio. Durante il passaggio si canta il seguente:)
CORO
Caro fior di queste sponde,
Cui sorride Imene e Amor,
Dal tuo volto si diffonde
Del Walhalla lo splendor.
Più sereno all'orizzonte,
Te mirando, il ciel si fa,
Hai di Frea l'augusta fronte,
Hai d'Iduma la beltà.
IL RE
(a Sveno)
Prode guerrier, della tua patria vanto
E del mio trono e del mio regno onore,
Questa fanciulla a me diletta tanto
Al tuo braccio confido ed al tuo core.
Il candor della mente è il suo retaggio,
La sua ghirlanda fu tessuta in cielo;
Entri nella tua casa al par che un raggio
Di pace, di letizia e di virtù.
SVENO
(al Re)
Giuro a lei consacrar tutto il mio zelo.
ELDA
(da sè trasalendo)
Qual voce è questa?...
(esce dalla folla si precipita in mezzo della scena, riconosce Sveno e grida:)
Lui!
SVERO
(da sé come colpito da un fulmine)
Elda !...
ELDA
(avanzandosi verso Sveno e guardandolo fissamente)
Sei tu?...
(poi dopo breve pausa guardandolo sempre)
Sì... sei tu!... Ma perchè diverso tanto?...
Perchè adorno così di gemme e d'oro?...
E la fanciulla, che ti sta daccanto,
Chi è?... Che vuol?... Qual dritto ha su di te?...
CORO
Elda!... Che fai ?... Che dici?...
ELDA
(quasi fuori di sè)
Oh! inver l'ignoro!...
Destatemi, s'io sogno!...
SVENO
(da sè)
Ahi! poveretta!...
MAGNO
(ad Elda)
Qual delirio t'invade, o giovinetta?...
(accennando Sveno)
Il signor del castello è desso...
ELDA
(restando come istupidita)
Che?!...
ULLA
(a Sveno)
Chi è mai costei?...
IL RE
(come sopra)
Perchè tanto soffrir?...
ULLA
(come sopra)
Parla...
SVENO
(facendo sopra sè stesso uno sforzo supremo)
Non la conosco...
ELDA
(scuotendosi ad un tratto)
Ah! non lo dir!...
Non mi conosci?... Ahimè! sconvolto io sento
Sotto i miei piedi inabissarsi il suol.
Crolla sulla mia testa il firmamento,
E nei gorghi del mar si spegne il sol!...
Non mi conosci?... E a che dunque bisogna,
Se tutto è inganno, prestar fede ancor?...
Non c'è di vero che la tua menzogna
E questo strazio, che m'uccide il cor!...
(poi da sé)
L'unica speme di mia giovin vita
Io veggo a un tratto innanzi a me svanir;
Più non ti resta, o povera tradita,
Che rassegnarti a piangere, a morir !...
SVENO
(da sè)
Oh! terribile incontro!... Oh! rio tormento.
Che uman pensiero immaginar non può!...
Quello spietato fulminante accento
Il destino fatal me lo strappò!...
Ma il labbro il labbro sol t'ha rinnegata,
O mia povera Elda, e non il cor!...
Più che non credi ahimè! sei vendicata
Dalla vergogna mia, dal mio dolor!...
ULLA
(da sè)
Perchè un senso d'angoscia e di sgomento
Rompe alle gaje illusioni il vol,
E nel mio petto ripercosso io sento
Dell'infelice giovinetta il duol?
Oh! che ritorni il mio sognato incanto!...
Oh! che riviva di mia gioia il fior!...
Oh! che al suo non si mesca anche il mio pianto,
Che in me non si trasfonda il suo dolor!...
MAGNO
(piano ad Ulla)
Fa cor, fa cor: dalla tua vergin testa
La corona d'amor, no, non cadrà;
Questo nero fantasma di tempesta,
Come nebbia di sogno, svanirà.
Sul tuo destino con devoto affetto
Ovunque e sempre mi vedrai vegliar;
Sgombra il timor che ti conturba il petto,
Tu sei nata per vivere ed amar!...
IL RE
(da sè)
Quel che infiamma costei non è follia,
È dolor vero, è disperato amor;
Dalla giurata fè, ch'egli tradìa,
Ebbe la sventurata infranto il cor.
Ma guai per lui se questa mia fanciulla
Uguale angoscia avvelenar dovrà!...
Una lacrima sola, un sospir d'Ulla
Pagarmi col suo sangue egli dovrà!...
VILBERGA, LU1TLANDO, VALDEMARO E CORO
Maligno spirito - che il gaudio uccidi,
Che turbi ad Elda - la mente e il cor.
Va... parti... fuggi - da questi lidi
Sacri all'imene - sacri all'amor!...
IL RE
Or si riapra a nuova gioia il core...
(movimento generale)
ELDA
(resta isolata nel mezzo: i suoi occhi sono fissi su Sveno, come quelli di una pazza, e con accento di supremo dolora esclama:)
Non mi conosce!!...
IL RE
(al suo seguito)
Andiam...
ULLA
(appoggiandosi a Vilberga)
Deh! mi sostieni..
(Le danzatrici si schierano con nuovi gruppi sul passaggio del corteo fino alla porla del castello:
il Re, Ulla, Sveno, Magno, Vilberga, Luitlando, Valdemaro si avviano pei primi: tutti gli altri li
seguono: Elda è sempre nel mezzo isolata nel medesimo atteggiamento:)
CORO
(plaudendo al corteggio nuziale)
Al Re sia gloria: al signor nostro onore!.,.
DONNE
(affollandosi con premuroso affetto intorno ad Elda tentano dì scuoterla e le dicono:)
Vieni con noi...
ELDA
(sempre come sopra)
Non mi conosce!...
DONNE
(facendole dolce violenza)
Vieni...
(il corteggio entra nel Castello. Elda è condotta via dalla parie opposta: quadro generale. Cala tela.)
FINE DELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
Scenaterza
Vastissima spiaggia con alti scogli praticabili cadenti a picco sul mare, che si vede nel fondo. - Fra gli
scogli nereggiano le cavità di profonde caverne. - Sul davanti uno scoglio sporgente, isolalo, praticabile come
gli altri e coronalo da vecchi abeti. - È notte.
Coro, indi Elda, poi Najadi e Ondine.
(dal fondo delle caverne si odono a varie riprese voci e mugolii indistinti prodotti da spiriti invisibili e
ripercossi dall'eco. Indi il seguente coro di Venti.
VENTI
Dai libici deserti - dalle arene cocenti,
Da ghiacci e nevi eterne, - da laghi e da torrenti,
Da monti e lande inospiti, - da vergini foreste
Del Baltico nei flutti - noi veniamo a ruggir;
A Jore, l'implacabile - signor delle tempeste,
Veniamo il nostro sibilo - l'alito nostro a offrir.
LE SIRENE
Spose invisibili
D'incauti amanti,
Veniam dall'isola
Dei dolci incanti:
Lievi impalpabili
Larve oscillanti,
Siam luce e spirito,
Ma sempre erranti.
E tal dolcezza
Nei nostri canti,
Che i naviganti
Colmi d'ebbrezza
Alla fantastica
Nostra dimora
Volgon la prora
Senza esitar...
E giù nei vortici
Piomban del mar.
TUTTI
Fra sarte schiantate,
Fra lacere vele,
Fra navi ingojate
Dall'onda infedele,
Sull'ali del turbine
Amiamo volar,
La ridda dei naufraghi
Ci piace danzar.
Nel ciel, fra le sponde
Sospinte, percosse
Le nuvole e l'onde
Già fremon commosse;
Soffiando all'unisono
Godiamo ulular
Col tuono, col fulmine,
Coli'urlo del mar.
ELDA
(quando tutto è silenzio, scende lentamente da uno degli scogli del fondo e si reca fino sul davanti della
scena: ha il volto pallido, i lineamenti alterali, l'occhio vitreo)
Ove son?... Donde vengo?... Dove vado?...
E che m'importa?...
Sono un fantasma di fanciulla morta,
Che nel mistero della notte oscura
Vagola senza meta alla ventura!...
- Non la conosco! - ei disse... Oh! sciagurato
Non ti bastò l'aver me, confidente
Nell'amor tuo, tradita...
Non ti bastò rapirmi anima e vita...
Hai pur voluto
Rinnegarmi vilmente.. e l'hai potuto!...
(passando ad una specie di placido vaneggiamento)
Ma forse è un orrido
Sogno, che mi sconvolge e mente e cor!...
Forse io m'imagino
D'esser tradita, ed egli m'ama ancor!...
Oh! se svegliandomi
Rivederlo potessi a me d'accanto!...
Oh! se un suo bacio
Scender sentissi ad asciugarmi il pianto!...
Ecco... ei mi chiama...
Del mio sogno si rompe il vel funesto...
Ei m'ama... ei m'ama...
E nelle braccia sue io mi ridesto!...
(poi tornando ad un tratto al sentimento del vero)
Che dissi?... Ah! no! follia
Son queste larve della fantasia;
Realtà l'angoscia, che mi strazia il core!...
Del suo Castel nelle dorate sale
Ei s'inebria di giubilo e d'amore
Nel dolce amplesso della mia rivale!...
Giustizia!,.. Oh! nome vano!...
Sempre invocata e sempre attesa invano!...
Chi mi compensa del rapito onore?...
Chi mi rende mercè del mio dolore?...
VOCI INTERNE
Quei che sa vendicarsi e vendicare...
ELDA
Chi è desso mai?...
VOCI INTERNE
Niord, il Dio del mare.
ELDA
(con impeto di subitanea risoluzione)
Ebben, che ogni pietà spenta in me sia...
E tu fatti di bronzo, anima mia!...
O forze recondite
Degli antri più cupi,
Che fin dalle viscere
Scrollate le rupi...
O spirti invisibili,
Che il vasto Oceano
Scuotete cogl'impeti
Del fiero uragano...
O furie incorporee
Dell'etra profondo,
Che morte e sterminio
Spargete nel mondo...
Sorgete,
Accorrete,
V'attendo... son qui.
VOCI INTERNE
Ci chiami?...
Che brami?...
Favella... siam qui.
ELDA
Voglio beltà che affascini,
Sguardo che il cor conquida,
Voce che scenda all'anima,
Amor che inebrii e uccida!...
VOCI INTERNE
L'avrai, se giuri al Baltico
Fede di sposa...
ELDA
E sia !...
Giuro, pur eh' io mi vendichi...
VOCI INTERNE
Vendetta avrai...
[si ode un sordo rumore sotterraneo, prima appena impercettibile poi gradatamente crescente)
ELDA
(sgomentata)
Che fia?...
(quando il rumore sotterraneo è al colmo, le rupi ed il mare si vedono improvvisamente illuminati da
una luce fantastica. Elda getta un grido e cade svenuta presso lo scoglio, che è sul davanti della scena.
Contemporaneamente sugli sbocchi delle caverne, sull'alto degli scogli e sulle onde appariscono vari gruppi
di Najadi e di Ondine, che lentamente discendono e si uniscono in un gruppo solo. Si avvicinano tutte
cautamente ad Elda ed accennano fra loro che essa dorme e che non conviene turbare il suo riposo. Formano
quindi coi veli di vario colore, di cui ciascuna di esse si adorna, un vago padiglione, sotto cui Elda
rimane nascosta. Dopò ciò, si abbandonano ad una danza bizzarra e caratteristica, che principiando con
movimenti leggerissimi e pose voluttuose, finisce con lo slancio spigliato di una ridda vertiginosa. -
Tutt'ad un tratto però la danza si arresta, i veli del padiglione cadono come per incanto e si rivede Elda
fantasticamente vestita, raggiante di bellezza, col crine ed il collo adorni di perle. Essa si desta dal
suo letargo, sorge e si avanza con passo franco e con portamento altero. Il carattere della sua fisonomia
è completamente cangiato. Le Ondine e le Najadi, formando vaghissimi gruppi, s'inchinano dinanzi a lei
come a regina)
VOCI INTERNE
Salve, o fanciulla fatalmente bella,
Salve, o possente irresistibil Maga,
Salve, o sposa del Baltico ed ancella!...
L'ardente brama tua per noi fia paga
Ma tu sei nostra, e l'eco dei tuoi canti
Sarà insidia e sventura ai naviganti!...
ELDA
(con un lampo di gioia sinistra)
Non son più larva di fanciulla morta...
Sveno, per vendicarmi io son risorta!...
(esce dal fondo accompagnata dalle Najadi e dalle Ondine)
Scena quarta
Un boschetto nel giardino del Castello di Kerzhaven.
Sveno e Luitlando.
SVENO
(entra dalla destra ed incontrandosi con Luitlando, che giunge dalla sinistra, gli dice:)
La vedesti?...
LUITLANDO
Fu vano ogni ricerca.
SVENO
Ove fia mia?...
LUITLANDO
Scomparve.
SVENO
Che intendo!... fuor di senno ell'era, e forse...
Ah!... se il timor, che l'anima mi stringe,
Vano timor non fosse, io ne morrei!...
Vanne, o mio fido più che servo amico,
Vanne... cercala ovunque... la raggiungi...
La guida tu da questo suol ben lungi.
(Luitlando esce)
Sì, che da questi lidi ella s'involi
Meglio assai fia per me... meglio per lei.
Al mio destin sottrarmi,
Nè il tuo mutar, non posso.
Forse da me lontana, o sventurata,
Concesso ti sarà dal tuo coraggio,
Se non di gioia, almen di pace un raggio!...
Pace sol io sperar
Più non ardisco ornai;
La gioia ch'io provai
Non può tornar!...
Dammi deh! dammi o ciel,
Per questo affanno mio
La calma dell'oblio,
O dell'avel.
Meglio morir, che vivere
Solo ai rimorsi e al pianto,
Se manca al core affranto
Il suo vigor.
Meglio morir, che gemere
In angosciosa vita,
Se l'alma isterilita
É senza amor!...
Magno e detto.
MAGNO
Al convito, Signor, manchi tu solo
Con la sposa gentil che t'ha concessa
Il Nume tutelar dei nostri lidi
SVENO
(ricomponendosi)
Vieni, ti seguo; l'amistà mi guidi...
(escono dalla sinistra)
Scena quinta
Ricca e vastissima sala splendidamente illuminata ed addobbata per un sontuoso banchetto. - Le
mense disposte lungo i due lati della scena su piani alquanto rialzali. - Sul davanti a destra una
mensa distinta per Ulla e Sveno. — In fondo una galleria a colonne praticabile, piuttosto alta, dalla
quale si scende nella sala mediante una vasta gradinata.
Cavalieri e Damigelle, indi Ulla» Sveno, Magno, Vilberga.
UN CAVALIERE
Pria che i nappi spumeggino
A celebrar d'Imene il sacro rito,
Le nostre Dee s'invochino
Alla festa propizie ed al convito.
CORO
O del Valhalla benedette vergini
Più splendide e più belle
Del sole e delle stelle,
Vaganti eternamente in grembo all'iride,
Cinte di luce e fior...
In mezzo a noi scendete a vol per l'etere
Fra nubi di profumi
Con l'anfore dei Numi,
Ed inondate di celeste ambrosia
Questo tempio d'amor.
(sulla fine del Coro, Sveno ed Ulla, seguiti da Magno e Vilberga, appariscono nella galleria, scendono nella sala e salgono alla mensa preparat6a per loro)
SVENO
Questa notte felice,
Che a noi sorride, con gentil promessa
Di più felice giorno,
Festeggiamo concordi:
Sieda a mensa ciascun, volino intorno
le colme tazze, e intanto
La mente esalti e il cor rallegri un canto
(tutti siedono alle tavole: i paggi vanno in giro versando il vino ai convitati)
Nè sorge alcuno?... Un pronubo
Inno augurale
La mia sposa con me domanda, impetra...
MAGNO
(recandosi nel mezzo della scena)
Io canterò, se il brami... a me la cetra!
(Un paggio gli porge la cetra, egli preludia indi comincia:)
Beato il cor, che la virtude onora,
E s'inebria d'amor, d'amor si pasce,
Siccome fior che al bacio dell'aurora
S'agita freme e nasce,
Stella non splende di si chiaro lume,
Gemma non brilla di sì vivo fuoco,
Come l'amor, che regna, eterno Nume,
In ogni tempo e loco.
Ma chi dimentica
L'onor giurato
Dal ciel dagli uomini
Muoja esecrato:
Fiamma d'incendio
Divoratore
Gli avvampi l'anima,
Gli roda il core
Senza pietà !..,
ULLA
(a Sveno)
Che avvenne, o signor mio?... Par che il tuo volto
L'ala della tempesta abbia sfiorato...
SVENO
(ad Ulla)
Nulla, o diletta: ho l'animo sconvolto
Da questo canto ingrato.
MAGNO
(riprendendo il canto)
Chi nutre in petto intemerata fede
É più grande d'un Re, simile a un Dio;
Ad uom, che amando spera e amando crede,
Si volge il canto mio.
Estasi sia per lui 1'amato amplesso,
Luce un guardo d'amor, nettare i baci,
Sfavilli un raggio nel suo cor riflesso
Di gioie non mendaci.
Ma chi dimentica
L'onor giurato...
SVENO
(interrompendo Magno)
Mesto, o Magno, è il tuo verso,
E fra le corde di tua cetra spira,
Più che d'amore, un fiero alito d'ira:
Altro brindisi io bramo, altra canzone.
L'aurato calice
Di gemme adorno
A me si rechi, ed alla sposa mia
La nuzial ghirlanda:
A ravvivar la gioia del convito
Più lieta in mezzo a noi aura si spanda.
(mentre due giovinette bianco vestite si avanzano verso Sveno ed Ulla, recando un nappo d'oro ed
una corona bianca, si ode un rumore interno che richiama l'attenzione generale)
TUTTI
(volgendosi verso la galleria)
Qual rumor?... Chi s'avanza e turba il rito ?...
Elda e detti.
Elda comparisce sulla galleria irradiata da una luce fantastica.
SVENO
(commosso ed agitato a tal vista dice da sè)
Cielo!... Essa qui!... Qual m'agita
Novello ardor la mente?
Si bella e seducente
Mai non apparve a me!...
CORO
Qual di beltà prodigio!
Qual sovrumano incanto!...
ULLA
(atterrita vedendola esclama da sè)
Lei!... sempre lei!
MAGNO
(da sè guardando Ulla con pietà profonda)
Di pianto
Nuova cagione ell'è!...
ELDA
(dall'alto della galleria con accento appassionato e affascinante)
Vuoi tu provar gli spasimi
D'una fatale ebbrezza?...
Vuoi tu languir nell'estasi
D'una fatai dolcezza?...
Vieni al mio seno... stringimi
In lungo amplesso al cor,
E mente e sensi ed anima
T'infiammerò d'amor!...
SVENO
Oh! mio delirio!
CORO
Ohi fascino
Di voluttà supremo!
MAGNO
Ei cede...
ULLA
Ahimè!... resistere
Egli a costei non può!...
SVENO
Io ardo...
ULLA
Io gelo...
MAGNO
Io fremo...
CORO
Un Nume in lei parlò...
[Sveno sta per slanciarsi verso Elda, ma Ulla gli si avvicina, e tenta sperdere il fascino che s'impossessa di lui)
ULLA
(dolcemente)
Sveno, le febbri indomite
Io dell'ebbrezza ignoro,
Non so che sien gli spasimi
D' un delirante ardor...
Ma so che nei miei casti
Sogni d'amor t'adoro,
So che così m'amasti
So che t'ho dato il cor!
La tua soave imagine
Porto nel sen scolpita,
Tu sei la sola ed unica
Speme della mia vita...
Pietà delle mie lacrime,
Pietà del mio dolor!...
SVENO
(da sè profondamente commosso)
Povero cuor di vergine!...
MAGNO
(da sè guardando fissamente Sveno)
Ed ei resiste ancor!
ELDA
(come sopra riprendendo il canto con maggior calore)
Vieni... gli sguardi brillano
Come fosforee faci...
Vieni le labbra fremono
Nello scambiar dei baci...
Scosse le fibre oscillano,
Ho nelle vene un foco,
M'arde nel petto un palpito
Che delirar mi fa...
Vieni deh! vieni... un attimo
Solo d'amore invoco;
Io vuò fra le tue braccia
Morir di voluttà!...
SVENO
(ad Elda quasi delirando)
Più non resisto... ragion non odo...
Rompo il mio giuro... spezzo il mio nodo...
Son tuo... sii mia... lo voglio.
(si slancia fra le braccia di Elda}
ULLA
Ahimè!
(sviene: le damigelle correndo a soccorrerla formano un gruppo intorno a lei)
MAGNO
Che fai? che dici?...
SVENO
Son fuori di me!
CAVALIERI
(con calore sempre crescente)
Vanne ti scosta...
SVENO
Forza mortale
Vincer l'ardente desio non vale.
CAVALIERI
Trema...
SVENO
Tremare non sa il mio cor...
CAVALIERI
Tu devi cederla al nostro amor...
SVENO
(minaccioso e staccandosi alquanto da Elda)
Parlar di amore chi ardisce a lei?
CAVALIERI
Del suo cuor l'arbitro forse tu sei?
SVENO
È mia col vincolo d'antica fè...
CAVALIERI
Rotto è quel vincolo... più tua non è...
ELDA
(da sè con lampo di gioia)
Furie che chiuse mi state in seno,
Spirate il vostro fatal veleno...
Vibra, o mia magica fatal beltà,
Raggi fulminei di voluttà.
SVENO
L'amo, il confesso l'amo... e per lei
Cielo ed averno sfidar saprei;
A me rapirla nessun potrà
In vita e in morte sol mia sarà!
MAGNO
(a Sveno)
Fatal delirio ti turba il cor!
Empio sacrilego, mi desti orror!...
CORO
Sì reo delitto non compirai,
Dal reo proposito desisterai!
SVENO
(ai Cavalieri)
Dei vostri audaci proposti io rido...
Decida il brando tutti vi sfido.
(cinge Elda col sinistro braccio, e snudando la spada si pone in attitudine di disperata difesa)
MAGNO V1LBERGA E DAMIGELLE
Signor, t'arresta... rientra in te...
Deh! non macchiarti di sangue...
(tutti mettono mano alle spade e si azzuffano)
Il Re. Valdemaro e detti.
{Il Re, circondato da un gruppo di Magnati della corte e Scaldi, si mostra sulla Galleria preceduto da Valdemaro ed Armigeri)
VALDEMARO
(annunziando)
Il Re!
(tutti si fermano, ripongono le spade e si ritirano ai lati)
IL RE
(inoltrandosi con passo grave versa Sveno, gli dice:)
Cosi tu serbi la tua fede, o Sveno?...
Onta al tuo nome!..,
(poi ad Ulla)
E tu,povero fiore,
Scostati da costui, vieni al mio seno;
Cara due volte mi ti fa il dolore.
(indi ad Elda)
Malefica fanciulla, a cui d'un velo
Di funesta beltà risplende il volto,
Dei sortilegi tuoi giudichi il cielo:
(ai soldati)
Trascinatela al tempio...
SVENO
(irrompendo)
Indietro...
IL RE
(con accento solennemente autorevole)
Stolto!.
Empio già sei, ribelle anco esser vuoi?...
Se non curi l'onor, t'inchina al Re!...
SVENO
(ai Cavalieri)
Perduta ell'è, deh! la salvate voi...
(Valdemaro si avanza verso Sveno che forzatamente gli cede la spada. Elda e Sveno sono condotti via da due diverse parti)
TUTTI
Su questa casa - d'un Nume irato
La punitrice - folgor piombò;
Nel cieco sdegno - l'avverso fato
Tutti commosse - tutti colpì.
Contro la sorte - forza mortale
Non può resistere - lottar non può:
Che la sinistra - luce fatale
Sia maledetta - di questo dì.
Cala la tela.
FINE DELL'ATTO SECONDO
ATTO TERZO
Scena sesta
La stanza di Ulla. - Porta in fondo ed a destra. - Finestra a sinistra.
Ulla e Vilberga.
ULLA
(seduta in atteggiamento di persona sofferente e stanca, si volge a Vilberga che è presso la, finestra, e le dice :)
Lascia deh! lascia, o mia buona Vilberga,
Che dalle schiuse imposte
11 raggio divino
Del sol matutino
Libero entri.
(Vilberga obbedisce)
Perchè vuoi negarmi
Questa luce serena,
L'unica gemma eternamen
e pura
Che sopra il fango della terra splenda?
VILBERGA
Di riposo e di quiete
Bisogno estremo avete,
Ed io volea...
ULLA
Che parli di riposo?...
L'avrò fra breve nella tomba, io spero!...
Altro sonno non resta agli occhi miei
Che il sonno della morte!...
VILBERGA
Ahimè!... nol dite...
ULLA
Vuoi tu insegnarmi la menzogna?... Io sento
Che s'avvicina a me l'ora suprema,
E col desio l'affretto, e il cor non trema.
Vanne, o Vilberga, a ricercar di Magno;
Pria che nel tempio
Si compia il rito
Ed il giudizio
Sia proferito,
Vederlo io bramo: è l'ultimo favore
Forse ch' io chieggo a te...
VILBERGA
(da sè uscendo dal fondo)
Mi spezza il cuore!...
ULLA
(si avvicina lentamente alla finestra)
Aure leggiere, che battete l'ali
Intorno al mio balcone,
Che mai venite a dirmi?
Forse aspettate voi l'anima mia,
Che volerà tra poco
Col soffio d'un sospiro,
Simile anch'essa ad un'auretta lieve?...
Venite forse a prenderla
Per recarla in più alto e più ridente
Etere a volo? I fiori del Valhalla
Avranno insiem con voi
I primi baci suoi
E nelle valli elisie,
Ove non è confine
Di tempo e spazio,
Questa negletta in terra anima mia
Sarà felice alfine!
Se tal gli Dei v'imposero
Santo e gentil dovere,
Oh! volatemi intorno, aure leggiere!...
(allontanandosi dalla finestra e venendo sul davanti}
Sognai la terra - di gioie piena,
Sognai la vita - di fior contesta;
Nella mia vergine - mente serena
Tutto era luce - tutto era festa...
Ma delle rosee larve
L'illusion disparve;
Dal sogno ingannator
Mi ridestò il dolor!...
Tramonta all'alba - la mia giornata
Senza un rimpianto - senza un desìo:
Con un sorriso - l'ho salutata,
Con un sospiro - le dico: addio...
Delle mie rosee larve
L'illusion disparve,
Dal sogno ingannator
Mi ridestò il dolor!
Magno e detta.
MAGNO
{entrando dal fondo ed accorrendo premurosamente verso Ulla)
Di me chiedesti tu?...
ULLA
Dei veri amici
Han duopo gl'infelici,
Ed io son tale...
MAGNO
E vero amico io sono.
Che brami? Un sol tuo cenno
Mi sarà legge: parla.
ULLA
Venerando di Scaldi e Sacerdoti
Adunasi nel tempio almo consesso...
MAGNO
Un gran delitto a giudicar...
ULLA
Del reo
Favellarti volea...
MAGNO
Lascia ch'egli abbia
Con la femmina vil, che si t'offese,
Come il fallo, comune anche la pena.
ULLA
No, Magno !... In te confido...
In te solo, m'intendi?...
Vola al tempio tu pur, parla, difendi
L'uom tanto amato, benché tanto infido,
Ed alla vita ed alla patria il rendi.
MAGNO
E tu, vittima innocente,
Tu, bel fiore di virtù,
Come mai sì dolcemente
Per colui pregar puoi tu?...
ULLA
Se non posso maledire,
Se non so dimenticar,
Non mi resta che morire
E morendo perdonar!...
MAGNO
Ah! non lo dire!... A tal parola io sento
Che mi sanguina il cor!...
Tu non sai nè saprai qual rio tormento
Mi costi il tuo dolor!
A te, diletta vergine,
Nelle vegliate notti
Sempre del cor volarono
I gemiti interrotti;
E la tua dolce immagine
Avvolta nel mistero
Fu del mio culto l'idolo,
Sogno del mio pensiero.
Bardo e guerrier sacrai
La cetra e il brando a te;
Per te dal ciel pregai
Amor, sorriso e fé.
ULLA
(con un soave sorriso)
Oh! come al cor mi scendono
Questi soavi detti!...
Mi si riapre l'anima
Ai dileguati affetti.
Esser felice e vivere
Il mio destin non era...
Deh! non negar d'accogliere
L'estrema mia preghiera.
Per lui per lui t'imploro
Con l'ultimo sospir;
Digli che amando io moro,
Ma il pianto mio non dir!...
[le scorre un brivido per le ossa e si reca le mani al cuore.)
MAGNO
Che hai?...
ULLA
Mi corse un brivido...
Il cor mi palpitò...
MAGNO
Ah! di terrore agghiaccio!...
ULLA
Forse è la morte...
MAGNO
Ah! no!...
ULLA
(recandosi, sostenuta da Magno, presso la finestra)
Aurette leggiere - volatemi intorno,
La pura recatemi - fraganza dei fior...
MAGNO
Sul volto ti scendono - i raggi del giorno.
ULLA
Ma un raggio di vita - non scende nel cor!...
MAGNO
Non dirlo!... Si bella - sì giovine e pia,
Perchè dalla terra - perchè vuoi fuggir?...
ULLA
Un'aura leggiera - è l'anima mia,
Che a ciel più sereno - aspira a salir.
{impallidisce e vacilla)
Mancar mi sento...
MAGNO
Che dici?... Che fia?...
ULLA
Non so... vacilla il piè...
MAGNO
(sorreggendola)
Tu impallidisci...
ULLA
Alla pupilla mia
S'invola il giorno...
MAGNO
(agitatissimo)
Ahimè!... Accorrete... soccorso...
Vilberga. Damigelle e detti.
VILBERGA E DAMIGELLE
(accorrendo parte dalla destra e parte dal mezzo e circondando premurosamente ed affettuosamente la giovinetta)
Ulla...
MAGNO
(con accento angoscioso)
Essa muore!...
ULLA
(abbandonandosi a Vilberga ohe la sostiene)
No... cesso di soffrir...
VILBERGA
Infelice!..
DAMIGELLE
La uccide il suo dolore...
ULLA
(con accento tranquillo e con volto sereno)
Sorrido al mio morir!...
{Vilberga e le Damigelle la conducono via dalla destra formando intorno a lei con la sollecitudine
dell'affetto un gruppo animatissimo; Magno la segue quasi fuori di sè dal dolore.)
Scena settima
Il tempio di Odino. — Lunga fila di colonne a destra e a sinistra. — Fra una colonna e l'altra pendono
lampade ardenti. — Nel mezzo l'ara e la statua del Nume, il cui ricco piedistallo è basato sopra otto gradini.
— Innanzi all'ara un tripode — A sinistra sul davanti un piano rialzato col seggio d'onore pel Re e vari
altri scanni inferiori. — La porta del tempio è nel fondo sopra un piano piuttosto elevato, dal quale si scende
sulla scena per due gradinate laterali.
All'alzarsi del sipario, accompagnati dagli accordi gravi e solenni di una marcia religiosa, scendono in lunga
fila dalle gradinate del fondo i Sacerdoti del tempio, gli Scaldi, i Magnati, le Guardie reali ed il Re. Alcuni
sacerdoti salgono sui gradini dell'ara: gli altri formano un semicerchio dinanzi all'ara stessa e si prostrano
con la faccia rivolta ai Nume: gli Scaldi si schierano sulla linea delle colonne a destra: i Magnati ed il Re
occupano gli scanni a sinistra: le guardie restano in fondo.
Il Re e Coro
CORO
A te, non creato
Del mondo Signor,
Di donna ogni nato
Dia gloria ed onor!...
Santissimo Nume
Del giusto e del ver,
L'eterno tuo lame
Ne irraggi il pensier.
Non visto discendi,
0 sol di virtù,
Il cuore ne accendi,
Ispiraci tu.
Di Prenci Signore
Di popoli Re,
Sia gloria ed onore
Nei secoli a te.
IL RE
Sacerdoti del Dio, che in un baleno
Del suo fulmineo sguardo
Tutto il passato e l'avvenir concentra...
Che terra cielo e mare agita e regge...
Che ogni più ascoso affetto in cor ne legge...
Nuovo delitto a giudicar nel santo
Tempio vi convocai. Di vostra mente,
Che a sublimi pensieri ognor s'informa,
Giustizia e verità sian luce e norma.
(fa un cenno alle guardie: quattro di esse escono, due a destra, due a sinistra: indi a poco rientrano conducendo Elda e Sveno)
SVENO
(tentando svincolarsi dalle guardie)
Lasciatemi... lasciatemi...
A lei volar desio;
Seco la sorte attendere,
Seco morir vogl'io!...
CORO
Taci e t'arresta, incauto;
Vegliali gli Dei su te!...
SVENO
Io non li temo: il fulmine
Scaglino pur su me!
IL RE
(ai Sacerdoti)
Costei con arte - d'empia magìa
Ha pervertito - di Sveno il cor...
CORO
Sia maledetta - punita sìa;
S'accenda il rogo... -
ELDA
(da sè)
Oh! gioia!...
SVENO
(da sè)
Orror!...
IL RE
Costui la fede - l'onor tradìa
Per l'incantesimo - d'un vile amor...
CORO
Sia maledetto - punito sia;
S'accenda il rogo...
SVENO
(da sè)
Oh! gioia!...
ELDA
{da sè)
Orror!...
IL RE
Vergine sposa - gentile e pia
Per essi è vittima - di rio dolor...
CORO
Che vendicata - la vergin sia;
S'accenda il rogo... -
ELDA E SVENO
(con enfasi)
Congiunti ognor!...
IL RE
(a Sveno)
Quali discolpe hai tu?...
SVENO
(alteramente accenna Elda)
Nessuna: io l'amo ...
IL RE
(ad Elda)
E tu?...
ELDA
S'accenda il rogo: altro nou bramo.
(poi con accento soave ed insinuante)
Stille d'amaro pianto,
Crudo fatal dolore...
Ecco qual fu l'incanto
Che il labro mio spirò!
Puro tradito amore,
Santa del cor follia...
Fu questa la magia
Che il guardo mio vibrò!...
IL RE ED IL CORO
(fra loro)
Serenamente guarda,
Senza rancor favella,
D'una fatal maliarda
L'aspetto essa non ha.
A condannarla il core
Si nega, si ribella;
La voce del rigore
Già cede alla pietà!...
SVENO
(da sè)
Se a lei lo sguardo io volgo,
Se la sua voce ascolto,
Solo del suo mi dolgo
Ma non del mio destin.
Purch'ella viva, a morte
Andrò tranquillo in volto;
Benedirà la sorte
Lo stanco pellegrin.
IL RE
All'incerta e agitata anima il Dio
Col suo lume soccorra.
Novelli incensi sulla sacra fiamma
Versate, o Sacerdoti:
Se di luce maggior brillar si vegga...
Costei fia salva; ove si spenga... a morte!
(due Sacerdoti si avvicinano al tripode e si accingono al rito: l'attenzione generale
è rivolta all'ara del Nume: i Sacerdoti versano gl'incensi e la fiamma subitamente
raddoppiata manda lampi di vivissima luce)
TUTTI
(meno Elda con grido unanime)
È salva!...
ELDA
(da sè)
Salva!!... Inesorabil Nume,
La pace della tomba anco mi neghi!...
IL RE
(a Sveno)
Colpevole te solo il ciel proclama...
Te, che due cor tradisti,
Te, che due volte alla tua fè fallisti.
(alle Guardie)
Al suo deslin sia tratto...
Magno e detti.
MAGNO
(avanzandosi nel mezzo della scena)
Ah! no: fermate,..
IL RE
Che vuoi?...
MAGNO
Salvarlo...
IL RE
Ed osi tu ?...
MAGNO
Ascoltate.
Di chi muor la prece estrema
Qui tra noi fu sacra ognor;
Io la reco...
SVENO
(da sè)
Il cor mi trema!,..
IL RE
(agitato)
Di chi mai?...
MAGNO
D' Ulla...
IL RE
(con grido di dolore)
Essa muor?...
MAGNO
Morta è già!...
TUTTI
Cielo!!...
MAGNO
Alla vita
Senza sdegno s'involò;
A colui che l'ha tradita
Benedisse e poi spirò.
La sua voce ancor risuona
La sua grazia ad implorar...
Se la vittima perdona,
Chi mai puote condannar?...
IL RE
(a Sveno)
Vanne dunque e ti sia pena,
Della morte assai peggior,
Il rimorso che non frena
Ma raddoppia il tuo dolor!...
Il conforto m'hai rubato
Della mia cadente età...
Vanne, vanne, o sciagurato,
Giusto il ciel ti colpirà!...
SVENO
(scuotendosi dall'abbattimento, in cui era caduto, corre ad Elda, la prende per mano e le dice:)
Vieni... seguimi...
ELDA
(risolutamente)
No, mai!...
TUTTI
Fuggi... va...
ELDA
Lontan da me!...
SVENO
Sol per te l'onor macchiai,
Sol per te tradii la fè...
Or sei mia... si mia!...
ELDA
No...
TUTTI
Trema,
Empio e vil profanator!...
SVENO
Io disprezzo l'anatèma:
Il mio fato è in questo amor!...
(il Re si frappone fra Sveno ed Elda e prendendo questa per mano fa atto di difenderla
contro i trasporti di lui: tutti gli altri formano un gruppo compatto dietro il Re lasciando Sveno isolato)
TUTTI
(meno Elda e Sveno con un terribile scoppio d'indignazione)
Profano, sacrilego, - dell'erebo figlio,
Va fuori del tempio - va lungi da qui...
Nell'aspro e deserto - cammin dell'esiglio
Ti segua il fantasma - di lei che morì!...
Sprezzato da tutti - da tutti rejetto,
Sii morto al sorriso - d'ogn'alma gentil;
E l'empio tuo capo - dal ciel maledetto...
Nè notte nè giorno - non trovi un asil.
ELDA
(da sè)
O incanto fatale! - funesta bellezza!
Rendesti all'infido - dolor per dolor;
Ma della vendetta - nell'orrida ebbrezza
Si perde la mente - si spegne il mio cor!
SVENO
(da sè)
Sprezzato da tutti - da tutti rejetto
Son morto al sorriso - d'ogn'alma gentil;
Ramingo, deserto, - dal ciel maledetto,
Deh! almeno mi porga - la tomba un asil!...
(incalzato e respinto sempre maggiormente dall'anatèma generale, Sveno fugge dal fondo. - Quadro - Cala la tela.)
FINE DELL'ATTO TERZO.
ATTO QUARTO
Scena ottava
Un cimitero celtico in nna valle contornala di scogli altissimi. - Monumenti di varie
grandezze sparsi qua e là ombreggiati da grossi alberi. - Un grande monumento isolalo nel
mezzo e tutto in pietra. Nell'interno del monumento si penetra per una porta piuttosto grande
praticata sulla parete anteriore. Alla porta si accede per alcuni gradini. - E pieno giorno.
Magno, Vilberga, Scaldi, Damigelle, Cortèo funebre.
All'alzarsi del sipario si odono già i mesti accordi di una cerimonia funebre, ed i lontani
lamenti delle donne. - Il cortèo comincia a sfilare dal fondo. - Vengono primi gli Scaldi,
coristi, preceduti da Magno e si fermano in due ale ai due lati anteriori della scena. -
Seguono Araldi, Magnati, Servi, Giovinette popolane, che fanno il giro di tutta la scena. -
Poi vengono i Sacerdoti, che circondano il Monumento di mezzo. - Poi un gruppo di giovinette
vestite di bianco, che spargono fiori sul passaggio dalla bara. - Poi la bara coperta di un
velo nero e portata da quattro damigelle, che si fermano avanti al Monumento di mezzo. -
Poi Vilnerga e le damigelle coriste, che circondano la bara emettendo alti lamenti e gridi
di dolore. - Poi un drappello di soldati, che si schiera nel fondo. Ai varii gruppi componenti
il cortèo si avvicendano altri gruppi di danzatrici vestite a bruno, che uniscono alla marcia
la cerimonia di danze funebri secondo gli antichi usi scandinavi.
VILBERGA E DAMIGELLE
(di dentro)
Perchè sei tu partita?...
Perchè ne abbandonasti
In tanto duol?...
Perchè fuor della vita,
O vergine, spiegasti
Sì presto il vol?...
Ahimè!...
Perchè?...
GLI SCALDI
(durante lo sfilare del Cortèo)
L'ali, o gentil colomba,
Spiegar per l'etere
Più non potrai!...
Nel letto della tomba,
Povera vittima,
Tu dormirai!...
VILBERGA E DAMIGELLE
(avvicinandosi sempre più e venendo poi sulla scena alla fine del Cortèo)
Perchè del nostro pianto,
O amica a noi sì cara,
Non hai pietà?...
Perchè funereo manto,
Perchè sepolcro e bara
T'ascondon già?...
Ahimè!...
Perchè?...
GLI SCALDI
(come sopra)
Cruda spietata sorte
Con mille spasimi
Straziò il tuo core...
Pietosa è più la morte,
Che sperde i triboli
Del tuo dolore!...
MAGNO
(da sè con accento desolato)
Dall'astro, in cui t'aggiri,
Ascolta il gemito
Che ti richiama;
Salgano a te i sospiri
D'un cor che palpita
D'un cor che t'ama!...
{quattro sacerdoti prendono la bara, la portano nel Monumento, riescono, chiudono la porla)
TUTTI
(prostrandosi)
Tomba fatale
Eternamente chiusa,
Speme mortale
È omai per te delusa;
Ma, se la salma
In tua prigione ascondi,
Libera è l'alma
Uscita ad altri mondi!...
MAGNO
(venendo nel mezzo della scena)
Da più fatal sciagura
Giammai, lo attesto al cielo,
Lo scandinavo suol non fu colpito!...
Raggio di luce in terra,
Amor dei Numi e degli umani orgoglio...
Tal fu questa fanciulla:
Scaldi, preghiamo sulla tomba d'Ulla.
Sveno e detti.
(Tutti si volgono a sinistra guardando fra le quinte)
DAMIGELLE
Giunge alcuno...
GLI SCALDI
È un uom fuggente...
DAMIGELLE
Donde viene?...
GLI SCALDI
Dove va?...
MAGNO
Di colpevole o demente
Ha l'aspetto...
DAMIGELLE
Chi sarà
(Sveno, con le chiome e le vesti scomposte, entra dalla sinistra correndo quasi fuori di sè)
TUTTI
Sveno!....
SVENO
(senza accorgersi di chi lo circonda)
Ho udito un lieto canto...
Perchè lieto è l'uom che muor!...
Sulla tomba scende il pianto,
Ma dal pianto nasce il fior...
CORO
(fra loro)
Non ci vede....
MAGNO
Non ci ascolta...
SVENO
(con accento di gioia)
Tutto ride al mìo pensier...
Tutto sì...
(poi facendosi ad un tratto cupo e pensieroso)
Ma l'han sepolta!...
(indi tornando al primo sentimento)
Chi mai?... Dove?... Non è ver!...
Tutto ride a me d'intorno,
Tutto canta nel mio cor...
Senza luce non v'è giorno,
Senza pianto non v'è amor !...
MAGNO
(scuotendolo)
Sveno...
SVENO
(ravvisandolo)
Magno!... ove mai sono?...
MAGNO
(gravemente)
Presso all'urna di colei,
Che tradisti e il cui perdono
Meritar tu puoi... tu dèi!
SVENO
(tornando in sè)
D'Elda correndo in traccia...
Elda invocando ognor...
Qual forza irresistibile
Mi trascinava or qui ?...
(poi forte a Magno)
Magno, pregare e piangere
A me concedi ancor!...
Ferito il cor mi sanguina...
L'ebbrezza mia svanì!...
(rivolto verso la tomba)
Ulla il funesto anelito,
Che il senno mio turbò,
A te costò la vita,
La pace a me costò!...
Prostrato nella polvere
Del tuo sepolcro al piè,
Povera mia tradita,
Deh! tu perdona a me!...
VILBERGA E CORO
Se alla ragion smarrita
Tornano onor, virtù,
O povera tradita,
A lui perdona tu!...
(Sveno dopo aver baciata la tomba di Ulla, si alza: Magno gli apre te braccia e lo stringe al seno.
In questo punto si ode internamente a destra la voce di Elda, che canta:}
ELDA
Vuoi tu provar gli spasimi
D'un febbrile ebbrezza
Vuoi tu languir nell'estasi
D'una fatal dolcezza?...
Vieni al mio seno... stringimi
In lungo amplesso al cor...
E mente e sensi ed anima
T'infiammerò d'amor!...
SVENO
(sciogliendosi dall'amplesso di Magno)
Ah! perchè scende all'anima
Di questo canto il suono?...
D'Elda la voce è questa,
O inver demente io sono?...
MAGNO
Che fai?... Che dici?... Ah! destati
Dal sogno tuo fatale!...
CORO
L'illusion funesta
Di nuovo ancor l'assale!...
SVENO
(con l'occhio fisso e la voce convulsamente esaltata)
Mi chiami tu?... Si... attendimi...
Eccomi... io volo a te!...
MAGNO
(tentando di trattenerlo)
Dove ten vai?...
SVENO
(svincolandosi)
Lasciatemi...
Elda!!!...
(corre via dalla destra)
TUTTI
Perduto egli è !!!...
(una leggera nube s'innalza dal suolo, mentre Magno, gli Scaldi e le Damigelle riprendono
il canto funebre. Quando tutta la scena è coperta, il canto cessa a poco a poco.)
INTERMEZZO SINFONICO
Scena nona
{La nube si dilegua e si rivede la prima scena dell'Atto Secondo. - In cima allo scoglio, che
è sul davanti, sta Elda con le chiome sparse, e tutta vestita di bianco, rassomiglianle più ad una
larva che ad essere umano.)
Elda e Coro.
SPIRITI INVISIBILI
(di dentro dal fondo delle caverne)
Sposa del Baltico,
Serba tua fè;
Del cuore il palpito
Più tuo non è!...
Vuol nuove vittime
I1 tuo signor...
Sposa del Baltico,
Deh! canta ancor!...
ELDA
(dallo scoglio)
Vieni al mio sen...
UN'ECO RIPETE
Vieni al mio sen...
UN'ALTRA ECO
(più lontano)
Vien...
SPIRITI INVISIBILI
Sposa del Baltico,
Serba tua fè;
Del cuore il palpito
Più tuo non è.
Serba il tuo vergine
Giurato amor;
Sposa del Baltico,
Deh! canta ancor.
ELDA
Vieni al mio sen...
UN'ECO RIPETE
Vieni al mio sen...
UN'ALTRA ECO
Vien...
SPIRITI INVISIBILI
Canta ancor...
Canta ancor...
ELDA
Vieni deh! vieni... un attimo
Solo d'amore invoco;
Io vuo' fra le tue braccia
Morir di voluttà!...
Sveno e detta.
SVENO
(accorrendo dal fondo)
Elda... Elda, rispondi...
ELDA
Chi m'appella?...
SVENO
(vedendola ed avanzandosi ai pie dello scoglio)
Ti trovo alfin!...
ELDA
Chi sei?...
SVENO
Son io... son io, ravvisami...
Io da ogni tetto di famiglia umana
Per cagion tua respinto...
Io dai campi, dai monti e dalle selve
Senza pietà bandito...
Io come belva ognor perseguitato...
Io, che per te sacrifico
Pace, felicità, vita ed onore...
Io che da te non voglio altro che amore!...
ELDA
Che alcuno m'ami ignoro,
E le parole tue io non comprendo.
Talor balena alla mia mente un sogno...
Ma triste molto e nulla più che un sogno...
SVENO
Deh! non parlar così...
ELDA
Fuggi lontan da qui!
SVENO
Ah! scacciarmi anche tu, no, non potrai...
ELDA
Cessa e mi lascia...
SVENO
(con forza)
Io resto, e tu m'udrai.
É ver che fui colpevole....
È vero che il tuo sdegno ho meritato...
Ma vero è pur, deh! credilo,
Che con ardente voluttà t'ho amato!...
Infranto ogn'altro vincolo,
Tutta l'antica fiamma or si ridesta;
Deh! l'amor tuo tu rendimi...
Ultima speme, per cui vivo, è questa!...
Scendi... t'appressa... guardami...
E lo strazio del cor mi leggi in viso...
Pietà, perdono a un misero,
Che nel mondo e nel ciel non spera più!...
Il folle error dimentica,
Che un sol giorno le nostre alme ha diviso;
Tutti mi maledicono...
Ma tutti io sprezzo, se mi resti tu!...
ELDA
(durante la preghiera insistente ed appassionata di Sveno, discende a poco a poco
quasi attratta da una forza irresistibile, gli si avvicina e dice)
Tutto dimentico... - tutto perdono...
Odiare io volli - ma odiar non so!...
SVENO
(tentando di abbracciarla)
Elda adorata!... -
ELDA
(respingendolo dolcemente)
Elda non sono...
Son la sua larva... - mi lascia...
SVENO
Ah!... no!...
Lasciarti?... E come - io lo potrei,
Se non respiro - che sol per te?...
ELDA
Amarmi, o Sveno, - tu più non dèi...
SVENO
Io non amarti?... - tu il dici a me?...
(con molta dolcezza e molta passione)
Deh! ti rammenta - quel dì beato
Quando nel bosco - presso al torrente
La prima volta - io t'ho incontrato,
Bella innocente...
Rammenta quando - col primo lume
Dell'alba a stringerti - sul cor volavo,
E cielo e terra - per te, mio Nume,
Dimenticavo...
E quando a sera - in riva al mare
Soli ed estatici - noi sedevamo,
E la tua bocca - godea baciare
E dirti: - io t'amo!...
ELDA
(quasi rapita in un'estasi dolcissima)
Tutte, sì, tutte - io le rammento
Quelle delizie - del primo amore,
Quando rapita - da un caro accento
Ti davo il core...
Quando la testa - io reclinavo
Placidamente - sopra il tuo seno...
Quando negli occhi - io ti fissavo
Felice appieno!...
Oh! quale ardente - fuoco d'ebbrezza
In quelle eteree - ore fugaci!...
Quanto delirio - quanta dolcezza
In quei tuoi baci!...
(si abbandona involontariamente fra le braccia di Sveno)
a due
Nulla cangiò: d'intorno
Splende ugualmente il giorno:
Sotto quel cielo istesso
E in un uguale amplesso,
Mira, noi siamo...
SVENO
Io t'amo!...
ELDA
Io t'amo!...
a due
Quando tua voce ascolto...
Quando ti fìsso in volto...
Un' estasi d' amore
Ho nella mente e in core,
E tutto oblio!...
SVENO
Sei mia!...
ELDA
Sei mio !...
GLI SPIRITI INVISIBILI
(di dentro)
Sposa del Baltico,
Pensa al tuo giuro;
Quel che t'impone
Non obliar!....
Sgombra dall'anima
L'affetto impuro,
La tua canzone
Tu dèi cantar!...
ELDA
(sciogliendosi subitamente dall'amplesso di Sveno)
Ahimè!...
SVENO
Quai voci e quali
Parole ho udito risuonar fatali?...
ELDA
Fatali si!...
SVENO
Che fia?...
ELDA
Vedi tu quello scoglio?...
Ecco il mio vero soglio;
In questi antri è il mio talamo,
Ed in fondo a quel mar la tomba mia!...
(indi con accento concitatissimo)
Vanne... parti... mi lascia... ho giurato!...
Il mio cuore in eterno s'è spento!...
Spegni tu quell'affetto insensato,
Che li rugge e ti bolle nel cor!...
Fuggi il canto, che m'esce di bocca...
È un fatale, un orrendo tormento!...
Chi mi guarda, mi parla, mi tocca
In quei flutti precipita e muor!...
SVENO
E sia pur!... Che m'importa?... Se tolto
M'è il supremo desio dell'amore,
Questo misero corpo travolto
Vada pure nei gorghi del mar!...
Ma smorzar non potranno quell'onde
Quest'incendio che m'arde nel core;
Nuova ebbrezza la morte m'infonde!...
L'alma eterna non cessa d'amar!...
ELDA
(sale nuovamente correndo sullo scoglio si volge a Sveno e dice:)
Addio!...
SVENO
Sì, addio, terribile
Mèta dei miei sospir1...
Tutto perdei... non restami
Che ai piedi tuoi morir!...
(sale sopra uno scoglio opposto a quello di Elda e si precipita in mare. Elda manda un grido
straziante, e resta immobile, quasi pietrificala. Gruppi di Najadi e di Ondine appariscono,
avvolte in una luce fantastica, su per gli scogli e sopra le onde del mare)
SPIRITI INVISIBILI
(dalle caverne)
Salve, o Sirena fatalmente bella!...
Salve, o sposa del Baltico ed ancella!...
Canta... lo impone
Il tuo signor....
La tua canzone
Ripeti ancor!...
ELDA
(machinalmente e quasi inconscia di quello che dice)
Vieni... deh! vieni... un attimo
Solo d'amore invoco...
Io vuò fra le tue braccia
Morir di voluttà!...
Quadro. - Cala la tela
FINE
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Ultimo aggiornamento 23 luglio 2023