Concerto in re maggiore per violino, pianoforte e quartetto d’archi, op. 21


Musica: Ernest Chausson (1855 - 1899)

  1. Décidé
  2. Sicilienne: Pas vite
  3. Grave
  4. Finale: Très animé
Organico: violino, pianoforte, 2 violini, viola, violoncello
Composizione: 1889 - 8 luglio 1891
Prima esecuzione: Bruxelles, Théâtre Royal de la Monnaie, 4 marzo 1892
Edizione: E. Baudoux & C.ie, Parigi, 1892
Dedica: Eugene Ysaye
Guida all'ascolto (nota 1)

Attratto inizialmente dalla letteratura e dalla pittura, Chausson prese lezioni di pianoforte da Massenet e successivamente entrò al Conservatorio di Parigi, frequentando la classe di composizione tenuta da César Franck, di cui fu uno degli allievi prediletti. Dopo il ricco matrimonio con Jeanne Escudier, avvenuto nel 1883, si dedicò completamente alla composizione, all'organizzazione dei concerti nell'ambito della Société Nationale de Musique, di cui divenne segretario, e all'organizzazione di importanti serate artistiche nel suo salotto, punto d'incontro dell'intellettualità francese del tempo, da Mallarmé a Colette, da Chabrier a Fauré, da Debussy a Dukas e Albeniz. Chausson scrisse opere, musiche di scena, pezzi corali e molta musica da camera, manifestando un temperamento lirico e contemplativo, sulla scia di Franck e anticipando certe soluzioni armoniche e timbriche di Debussy. Egli è considerato uno degli esponenti più significativi del post-romanticismo francese e va aggiunto che le composizioni di Chausson mantengono intatto il loro fascino per quella capacità di comunicare emozioni semplici e sincere, espresse con sicurezza tecnica e nobiltà di pensiero.

Tra i pezzi più lodati ed eseguiti di Chausson va citato il Concerto in re maggiore per pianoforte, violino e quartetto d'archi op. 21, composto tra il 1889 e il 1891, e rivelatore di un gusto elegante e raffinato, aperto ai richiami della tradizione francese e non estraneo all'influenza del cromatismo wagneriano. Si può dire che la composizione di Chausson risenta dell'esempio del Quintetto per pianoforte e archi di Franck per l'equilibrio armonico e contrappuntistico. Secondo Pierre Lalo, critico musicale molto noto, il Concerto di Chausson «è una delle opere più interessanti che siano state scritte in questi ultimi anni in Francia».


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 7 dicembre 1990


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2022