Poème, op. 25

per violino e orchestra

Musica: Ernest Chausson (1855 - 1899)

Organico: violino solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti in Si bemolle, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, arpa, archi
Composizione: 29 luglio 1896
Prima esecuzione: Nancy, Conservatorio, 27 dicembre 1896
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1897
Dedica: Eugene Ysaye
Guida all'ascolto (nota 1)

Allievo dapprima di Massenet, Ernest Chausson passò poi alia scuola di Cesar Franck.

Il Poema per violino e orchestra, scritto nel 1897, è un'opera dal lirismo sognante e velato. Esso appartiene all'ultima produzione dell'autore ed è soffuso di una discreta malinconia, inconfessata e come tesa verso una gioia inaccessibile. Ma è anche un'opera del suo tempo: e nel 1897 la scuola impressionista e quella simbolista non erano molto lontane dall'orizzonte artistico di Francia.

Il Poema di Chausson — scrisse Debussy — «rivela le migliori qualità del musicista. La libertà della forma non si oppone mai all'armoniosa proporzione della costruzione. Nulla è più toccante in dolcezza sognante della fine del Poema, dove la musica, lasciando da parte ogni intento descrittivo o aneddotico, diventa puro sentimento».


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 12 gennaio 1964


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Ultimo aggiornamento 3 marzo 2023