Serres chaudes, ciclo di cinque liriche per canto e pianoforte, probabilmente il punto più alto dell'impegno di Ernest Chausson nel campo della "mélodie"; un campo che vide il compositore pienamente attivo per tutto l'arco della sua attività, con una quarantina di brani, e che riflette in modo esauriente sia la sua evoluzione che le caratteristiche più autentiche della sua personalità. Per quanto attivo sia in campo teatrale - Le roi Arthus, terminato nel 1895, è il suo capolavoro - che in quello sinfonico, Chausson possedeva essenzialmente una natura intimista, che trova nei numerosi lavori cameristici e nella produzione per voce e pianoforte i risultati più maturi. La sua formazione era avvenuta quasi in solitudine, sotto l'influenza di un tutore, Brethous-Lafargue, che gli aveva aperto le prospettive di differenti carriere artistiche, e gli studi di legge si erano svolti come adempimento al volere paterno.
È solo nel 1877, a 22 anni, che Chausson si orienta senza ripensamenti verso l'attività musicale. Due anni più tardi è allievo di Massenet al Conservatoire, in seguito entra nella classe di Franck. E certamente le personalità di questi due musicisti segnano i suoi esordi, per l'inclinazione alla vocalità dovuta al primo e la riflessione sulla forma dovuta al secondo. E non meno importante doveva essere il ripetuto pellegrinaggio nelle roccaforti wagneriane di Monaco e Bay-reuth, fra il 1879 e il 1882.
È questa la prima fase formativa della sua attività, che subisce una decisa maturazione quando, nel 1886, Chausson diviene segretario della Societé Nationale de Musique, fondata un quindicennio prima da Saint-Saëns, Franck e altri. Non a caso dichiara che "Una de-wagnerizzazione è necessaria", riflettendo in ciò un sentimento diffuso dell'intero mondo musicale francese. Così, uno stile più elaborato e più drammatico è quello che dà vita a lavori come il Poème de l'amour e de la mer (1882-93) e Le roi Arthus. Nel campo della mélodie Chausson predilige i poeti "parnassiani", Leconte de Lisle, Armand Silvestre, Théophile Gauthier, che gli offrono intimismo, tenerezza, pessimismo, spunti distanti dal miniaturismo elegante e un po' fatuo di Gounod e Massenet. Ed è così proprio nel campo della melodie che Chausson giunge quasi naturalmente alla sua terza maniera. L'ambiente musicale vede l'affermazione del talento di Debussy, e come il collega più giovane, molto ammirato, Chausson si mostra attratto dalle poetiche simboliste.
Matura così, fra il 1893 e il 1896, il ciclo Serres chaudes. Si tratta di cinque liriche tratte da una raccolta di Maurice Maeterlinck, selezionate secondo un preciso percorso emozionale e spirituale. Il clima notturno, soffocante, delle prime due liriche (Serres chaudes, Serre d'ennui) lascia il campo all'incomprensione e all'incomunicabilità umana (Lassitude, Fauves las) per le quali è unico rifugio la preghiera (Oraison). A prescindere dai maggiori o minori riflessi della vicenda biografica di Chausson in questo percorso, ciò che risulta ammirevole è la straordinaria veste musicale, che definisce un risultato personalissimo e, per molti versi, unico. Già l'organizzazione dei versi di Maeterlinck lascia alle spalle qualsiasi tentazione di organizzazione strofica; il libero fluire del discorso musicale, improntato a un'attentissima sottolineatura della parola, si invera in un uso dell'armonia mobile e inquieto con accordi diminuiti e alterati e in una scrittura pianistica incentrata sullo studio di tinte tenui e delicate; caratteristiche queste che restituiscono specularmente l'itinerario della selezione dei testi poetici, e attingono alla dimensione del capolavoro miniaturistico.
| SERRES CHAUDES | SERRE CALDE |
| Serre chaude | Serra calda |
| O serre au milieu des forêts! Et vos portes à jamais closes! Et tout ce qu'il y a sous votre coupole! Et sous mon âme en vos analogies! |
Oh, serra in mezzo alle foreste! E voi porte per sempre chiuse! E tutto quello che c'è sotto la vostra cupola! E sotto la mia anima nelle vostre analogie! |
| Les pensées d'une princesse qui a faim. L'ennui d'un matelot dans le désert. Une musique de cuivre aux fenêtres des incurables. |
I pensieri di una principessa che ha fame. La noia di un marinaio nel deserto. Una musica di ottoni alle finestre degli incurabili. |
| Allez aux angles les plus tièdes! On dirait une femme évanouie un jour de moisson: Il y a des postillons dans la cour de l'hospice: Au loin, passe un chasseur d'élans, devenu infirmier. |
Andate negli angoli più tiepidi! Si direbbe una donna svenuta in un giorno di mietitura; Ci sono dei postiglioni nel cortile dell'ospizio; Lontano, passa un cacciatore di alci, divenuto infermiere. |
| Examinez au clair de lune! (Oh rien n'y est à sa place!) On dirait une folle devant les juges, Un navire de guerre à pleines voiles sur un canal, Des oiseaux de nuit sur des lys, Un glas vers midi, (Là-bas sous ces cloches!) Une étape de malades dans la prairie, Une odeur d'éther un jour de soleil. Mon Dieu! Mon Dieu! Quand aurons-nous la pluie Et la neige et le vent dans la serre! |
Esaminate al chiaro di luna! (Oh, niente è al suo posto!) Si direbbe una folle davanti ai giudici, Una nave da guerra a vele spiegate su un canale, Degli uccelli notturni su dei gigli, Un rintocco funebre verso mezzogiorno, (Laggiù sotto quelle campane!) Una tappa di malati nella prateria, Un odore di etere in un giorno di sole. Mio Dio! Mio Dio! Quando avremo la pioggia E la neve e il vento nella serra! |
| Serre d'ennui | Serra di noia |
| Ô cet ennui bleu dans le coeur! Avec la vision meilleure. Dans le clair de lune qui pleure, De mes rêves bleus de langueur! |
Oh, questa noia blu nel cuore! Con la visione migliore, Nel chiaro di luna che piange, Dei miei sogni blu di languore! |
| Cet ennui bleu comme la serre, Où l'on voit closes à travers Les vitrages profonds et verts, Couvertes de lune et de verre, |
Questa noia blu come la serra, Dove si vedono chiuse attraverso Le vetrate profonde e verdi, Coperte di luna e di vetro, |
| Les grandes végétations Dont l'oubli nocturne s'allonge, Immobilement comme un songe, Sur les roses des passions; |
Le grandi vegetazioni Il cui oblio notturno sì allunga, Immobile come un sogno, Sulle rose delle passioni; |
| Où de l'eau très lente s'élève, En mêlant la lune et le ciel En un sanglot glauque éternel, Monotonement comme un rêve. |
Dove dell'acqua molto lenta sì leva, Mischiando la luna e il cielo In un singulto glauco eterno, Monotono come un sogno. |
| Lassitude | Stanchezza |
| Ils ne savent plus où se poser ces baisers, Ces lèvres sur des yeux aveugles et glacés; Désormais endormis en leur songe superbe, Ils regardent rêveurs comme des chiens dans l'herbe, La foule des brebis grises à l'horizon, Brouter le clair de lune épars sur le gazon, Aux caresses du ciel, vague comme leur vie; Indifférents et sans une flamme d'envie. Pour ces roses de joie écloses sous leurs pas; Et ce long calme vert qu'ils ne comprennent pas. |
Non sanno più dove posarsi questi baci, Queste labbra su degli occhi ciechi e ghiacciati; Ormai addormentati nel loro sogno superbo, Guardano trasognati come cani sull'erba, La folla delle pecore grigie all'orizzonte, Brucare il chiaro di luna sparso sul prato, Alle carezze del cielo, vago come la loro vita; Indifferenti e senza una fiamma di desiderio, Per queste rose di gioia sbocciate sotto i loro passi; E questa lunga calma verde che essi non comprendono. |
| Fauves las | Belve stanche |
| O les passions en allées Et les rires et les sanglots! Malades et les yeux mi-clos Parmi les feuilles effeuillées. |
Oh, le passioni che vanno E le risa e i singhiozzi! Malate e gli occhi semichiusi Tra le foglie cadute. |
| Les chiens jaunes de mes péchés. Les hyènes louches de mes haines, Et sur l'ennui pâle des plaines Les lions de l'amour couchés! |
I cani gialli dei miei peccati, Le iene losche dei miei odi, E sulla noia pallida delle pianure I leoni dell'amore sdraiati! |
| En l'impuissance de leur rêve Et languides sous la langueur De leur ciel morne et sans couleur. Elles regarderont sans trêve |
Nell'impotenza del loro sogno E languide sotto il languore Del loro cielo triste e incolore Esse guarderanno senza tregua |
| Les brebis des tentations S'éloigner lentes, une à une. En l'immobile clair de lune Mes immobiles passions. |
Le pecore delle tentazioni Allontanarsi lente, una ad una, Nell'immobile chiaro di luna, Le mie immobili passioni. |
| Oraison | Preghiera |
| Vous savez. Seigneur, ma misère! Voyez ce que je vous apporte! Des fleurs mauvaises de la terre Et du soleil sur une morte. |
Conoscete, Signore, la mia miseria! Vedete ciò che vi porto! Dei cattivi fiori della terra E un po' di sole su una morta. |
| Voyez aussi ma lassitude, La lune éteinte et l'aube noire; Et fécondez ma solitude En l'arrosant de votre gloire. |
Vedete anche la mia stanchezza, La luna spenta e l'alba nera; E fecondate la mia solitudine Innaffiandola con la vostra gloria. |
| Ouvrez-moi, Seigneur, votre voie Eclairez mon âme lasse, Car la tristesse de ma joie Semble de l'herbe sous la glace. |
Apritemi, Signore, la vostra via, Rischiarate la mia anima stanca, Perché la tristezza della mia gioia Sembra erba sotto il ghiaccio. |
| (Maurice Maeterlinck) | (Traduzione di Maria Pia Ludovisi) |