Cimarosa fu un autore fecondo e nel giro di un trentennio scrisse ben settanta opere teatrali, fra cui il suo capolavoro Il matrimonio segreto, sei oratori, moltissima musica sacra, specialmente messe, salmi, mottetti, litanie, insieme ad una non trascurabile produzione strumentale, in cui fanno spicco le trentadue sonate per clavicembalo e il Concerto in sol minore per due flauti e orchestra, che viene eseguito oggi e fu scritto nel 1793 a Napoli, quando il musicista svolgeva le mansioni di organista presso la cappella reale. Certamente il teatro fu la grande passione di Cimarosa e in esso ha lasciato il segno della sua felicità e freschezza inventiva secondo la caratteristica sigla stilistica di questo musicista, sospesa fra il genere buffo e quello sentimentale, ma non si può negare che in ogni brano si avverte la presenza di un artista sicuro nel trattare le varie forme e nel trovare la melodia sempre limpida e scorrevole, sia nel tono malinconico che in quello ilare e brioso.
Un esempio della «parlata» cimarosiana, che concentra il suo interesse sul timbro e il colore dell'espressione strumentale, si trova nel Concerto in sol minore, in cui i due flauti, da soli e insieme, intessono un elegante e saporoso dialogo con l'orchestra, considerata come base di sostegno armonico e contrappuntistico alle voci agili dei due solisti spazianti in un arioso discorso musicale.