Debussy, nel maggio del 1882, fa la sua prima apparizione pubblica in una serata musicale a Parigi come autore di Notturno e Scherzo per violoncello e pianoforte L 26. In questo frangente accompagnava il violinista Maurice Thieberg in una versione per piano e violino oggi perduta - ma pochi mesi dopo, nel giugno dello stesso anno, ripropone una nuova versione per cello e piano di una partitura che - rimasta inedita vivente il compositore - è stata per lungo tempo in forma di manoscritto autografo, finalmente pubblicato nel 1995 per mano del musicologo Neil Heyde. Tuttavia nello stesso manoscritto troviamo un solo e unico movimento con l'indicazione di "Allegretto", mentre la dizione "Notturno e Scherzo" risulta solo una volta e nel foglio esterno che tiene il faldone del materiale. La vexata quaestio lascia tutti ancora col fiato sospeso, anche se è evidente come si debba attribuire il solo tempo che ci è giunto allo Scherzo e non al Notturno: il tutto tradotto, catturato ed edulcorato nel segreto di un meraviglioso tempo di mazurka magicamente filtrato nel sonor melodico e armonico tipico di Claude Debussy.
Marino Mora