Il Duca di Borgogna, Carlo il temerario, volendo por freno a' nobili del suo stato, che con simulati matrimonii, o con altri indegni modi seducevano le figliuole de' plebei, pubblicò una legge, con la quale multava di morte qualunque nobile che avesse sposata donzella d'inferior condizione, o che promessa di nozze le avesse fatta. Ma sventuratamente il Conte di Fienna, Oliviero, favorito del Duca, amò di schietto, e di onesto amore Adelia, figlia di Arnoldo, valoroso guerriero, ma non patrizio. La giovanetta lo riamava, e ricevette promessa di matrimonio da lui, il quale, si lusingava che il favore del suo Sovrano gli valesse a schivare gli effetti di una legge, così severa, ma necessaria. Carlo, avendo soggiogato i Liegesi, ritorna in Perona (luogo della scena); ode da Arnoldo che, mentre questi era al campo, Oliviero ha trasgredito il sovrano editto, e promette ad Arnoldo di risarcirlo nel decoro, poiché in que' tempi rigorosi bastava che donna non illustre mostrasse la benché menoma affezione ad uom d'alto grado, per decadere dalla comune opinione, ancorché fosse rimasta illesa nell'onore. Arnoldo ama sua figlia, ma egli ama anche più la propria riputazione, ed insiste presso il Duca perchè Oliviero divenga sposo d'Adelia, o subisca il meritalo castigo. Il Duca impone che Oliviero le dia la mano, per poi riserbarlo alla pena, come violatore della severa legge. Ma il pianto d'Adelia, l'innocenza di lei, il verace e virtuoso amore del giovine Conte fanno che finalmente il Duca s intenerisca; e dichiarando nobile Arnoldo, per aver questi dato pruove di militare virtù, perdona ad Oliviero, ed in sacro nodo l'unisce alla bella Adelia.