Annoverando trecento pezzi all'incirca, per parte sua il catalogo delle liriche di Donizetti forma un corpus tanto vasto quanto, a tutt'oggi, solo in parte esplorato. Diverse zone d'ombre permangono, specie su cronologia, dedicatari, poeti, pur se l'insieme di queste melodie conobbe, nel secolo scorso, larga diffusione, anche grazie alla generosa varietà di spunti ispirativi. Di schietto sapore popolareggiante è senz'altro "Amor marinaro", più nota come "Me voglio fa' 'na casa", su versi del conte Carlo Pepoli, che aveva da poco scritto, per Bellini, il libretto dei Puritani. "Me voglio fa' 'na casa" fu pubblicata da Donizetti nel 1837, in una raccolta intitolata Soirées d'autumne [sic] a l'Infrascata, dov'era la Villa Majo che il musicista abitava a Napoli al tempo della composizione della Pia de' Tolomei. In forma di rondò variato, la melodia poggia su un luminoso accompagnamento pianistico, che giocosamente disperde l'ambiguità tonale del canto tra fa maggiore e minore; e, pur nella prevedibile alternanza di strofa e ritornello, il musicista sa ritagliare lo spazio per una variante che, in quattro note, evoca davvero l'immagine del sole che spunta, come recita il testo.
Francesco A. Saponaro