La sultana, A 204, In 389
Ballata in sol maggiore per canto e pianoforte
Musica: Gaetano Donizetti (1797 - 1848)
Testo: Leopoldo Tarantini
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1839 circa
Edizione: in Un hiver à Paris, B. Girard & C., Napoli, 1839
Dedica: a Giulia Grisi
Testo
La sultana
Là sedeva, sull'erton verone,
in un'estasi muta d'amore;
d'un destriero al nitrito,
il suo core d'un insolita gioia brillò.
E la notte col manto stellato,
d'un sorriso allegrava il creato,
e dal colle lontano,
s'udia un tenero canto d'amor.
"Bello è il cielo cogl'astri dorati,
è soave ogni raggio di stella,
ma del cielo degl'astri più bella è colei
che m'impera sul cor, è più bella del sole,
più bella del ciel."
Fuggi, o caro, sclamava la mesta,
va t'invola al mio truce tiranno;
già il pugnale egli aguzza in tuo danno
sua vendetta sul capo ti stà, si ti stà.
Sì sclamava e la luna fratanto del suo volto
velava l'incanto e dal colle lontano s'udia
un tenero canto d'amor. Passò un giorno,
la notte riedea, il destriero nitriva, ma invano;
la Sultana al veron non siedea,
caldo sangue macchiava il veron.
Pur la notte col manto stellato d'un sorriso allegrava
il creato e dal colle lontano, lontano,
s'udia il tenero canto d'amor.
I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti
e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente
agli aventi diritto.
Ultimo aggiornamento 6 marzo 2024