Les djinns, op. 12

per coro e orchestra

Musica: Gabriel Fauré (1845 - 1924)
Testo: Victor Hugo Organico: coro misto, ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, 4 corni, 4 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, archi
Composizione: 1875 circa
Edizione: Hamelle, Parigi, 1890
Dedica: Eugène Baugnies
Guida all'ascolto (nota 1)

Les Djins riprende un testo di Victor Hugo basato sull'evocazione di creature demoniche del mondo arabo pre-islamico la cui presenza, più favolistica che sacra, è rimasta presente nella cultura popolare del Medioriente musulmano. Nel 1875 Fauré ne creò una versione per pianoforte e coro misto che aderisce minuziosamente alla ritmica di una poesia che si fa narrativa per sottrazione, esattamente come piena di esitazioni, interruzioni e silenzi è anche la composizione musicale.

Stefano Catucci

Testo
Murs, ville,
et port,
asile
de mort,
mer grise
où brise
la brise,
tout dort.
Mura, città,
e porto,
asilo
di morte,
mare grigio
quando gela
il vento,
tutto dorme.
Dans la plaine
naît un bruit.
C'est l'haleine
de la nuit.
Elle brame
comme une âme
qu'une flamme
toujours suit!
Nella piana
nasce un rumore.
È l'alito
della notte.
Esso brama
come un'anima
che una fiamma
sempre segue!
La voix plus haute
semble un grelot.
D'un nain qui saute
c'est le galop.
Il fuit, s'élance,
puis en cadence
sur un pied danse
au bout d'un flot.
La voce più alta,
sembra un sonaglio.
D'un nano che salta
ecco il galoppo.
Fugge, si slancia,
poi cadendo
su un piede danza
alla fine di un flutto.
La rumeur approche.
L'écho la redit.
C'est comme la cloche
d'un couvent maudit;
comme un bruit de foule,
qui tonne et qui roule,
et tantôt s'écroule,
et tantôt grandit.
Il rumore si avvicina.
L'eco lo aumenta.
È come la campana
di un convento maledetto;
comme il brusio della folla,
che tuona e che rotola,
e presto crolla,
e presto ingrandisce.
Dieu! la voix sépulcrale
Des Djinns!... Quel bruit ils font!
Fuyons sous la spirale
de l'escalier profond.
déjà s'éteint ma lampe,
et l'ombre de la rampe,
qui le long du mur rampe,
monte jusqu'au plafond.
Dio! la voce sepolcrale
dei Dinni!... Quale rumore fanno!
Fuggiamo sotto la chiocciola
della scalinata profonda.
Ecco si spegne la mia lampada,
e l'ombra della rampa,
che lungo il muro si arrampica,
sale fino al soffitto.
C'est l'essaim des Djinns qui passe,
et tourbillonne en sifflant!
Les ifs, que leur vol fracasse,
craquent comme un pin brûlant.
Leur troupeau, lourd et rapide,
volant dans l'espace vide,
semble un nuage livide
qui porte un éclair au flanc.
È lo sciame dei Dinni che passa,
e turbina fischiando!
I tassi, che il loro volo fracassa,
schioccano come un pino in fiamme.
La loro moltitudine, pesante e rapida,
volando nello spazio vuoto,
sembra una nuvola livida
che porta un lampo al fianco.
Ils sont tout près! - Tenons fermée
cette salle, où nous les narguons.
Quel bruit dehors! Hideuse armée
de vampires et de dragons!
La poutre du toit descellée
ploie ainsi qu'une herbe mouillée,
et la vieille porte rouillée
tremble, à déraciner ses gonds!
Hanno preparato tutto! - Teniamo chiusa
questa stanza dove noi li temiamo.
Quale rumore al di fuori! Orrenda armata
di vampiri e di dragoni!
La trave del tetto scardinata
gocciola come erba bagnata,
e la vecchia porta arrugginita
trema, fino a sradicare i suoi cardini!
Cris de l'enfer! Voix qui hurle
et qui pleure!
L'horrible essaim, poussé par l'aquilon,
sans doute, ô ciel!
s'abat sur ma demeure.
Le murfléchit sous
le noir bataillon.
la maison crie et chancelle penchée,
et l'on dirait que, du sol arrachée,
ainsi qu'il chasse une feuille séchée,
le vent la roule avec leurtourbillon!
Prophète! Si ta main me sauve
de ces impurs démons des soirs,
j'irai prosterner mon front chauve
devant tes sacrés encensoirs!
Fais que sur ces portes fidèles
meure leursouffle d'étincelles,
et qu'en vain l'ongle de leurs ailes
grince et crie à ces vitraux noirs!
Grida infernali! Voci che urlano
e che piangono!
L'orribile sciame, spinto dall'aquilone,
senza dubbio, o cielo!
si abbatte sulla mia dimora.
Le mura si flettono sotto
il nero battaglione.
La casa grida e barcolla china.
e si direbbe che, dal suolo strappata,
così come scaccia una foglia secca
il vento la porti con il loro turbine!
Profeta! Se la tua mano mi salva
da questi empi demoni delle sere,
andrò a prosternare la mia fronte calva
davanti ai tuoi sacri incensi!
Fa' che su queste porte fedeli
muoia il loro soffio di scintille,
e che invano l'unghia delle loro ali
strida e gridi sui vetri neri!
Ils sont passés! - Leur cohorte
s'envole, et fuit, et leurs pieds
cessent de battre ma porte
de leurs coups multipliés.
L'air est plein d'un bruit de chaînes,
et dans les forêts prochaines
frissonnent tous les grands chênes,
sous leur vol de feu plies!
Sono passati! - La loro coorte
se ne va, fuggono, e i loro piedi
cessano di battere sulla mia porta
i loro colpi ripetuti.
L'aria è piena di un rumore di catene,
e nelle foreste vicine
tremano tutte le grandi quercie,
sotto il loro volo di fuoco piegate!
De leurs ailes lointaines
le battement décroît,
si confus dans les plaines,
Si faible, que l'on croit
ouïr la sauterelle
crier d'une voix grêle,
ou pétiller la grêle
sur le plomb d'un vieux toit.
Delle loro ali lontane
il battito decresce,
così confuso nelle pianure.
Così flebile, che si crede
di udire la cavalletta
gridare con voce gracile
o schioccare la grandine
sopra il piombo di un vecchio tetto.
D'étranges syllabes
nous viennent encor;
ainsi, des arabes
quand sonne le cor,
un chant sur la grève
par instants s'élève,
et l'enfant qui rêve
fait des rêves d'or.
Les Djinns funèbres,
fils du trépas,
dans les ténèbres
pressent leurs pas;
leur essaim gronde:
ainsi, profonde,
murmure une onde
qu'on ne voit pas.
Delle straniere sillabe
ci sovvengono ancora;
Così, dagli Arabi
quando suona il corno,
un canto sulla tomba
per istanti si eleva,
e il fanciullo che dorme
fa dei sogni d'oro.
I Dinni funebri,
figli del trapasso,
nelle tenebre
accelerano i loro passi;
il loro sciame gronda:
così, profonda,
mormora un'onda
che non si vede.
Ce bruit vague
qui s'endort,
c'est la vague
sur le bord;
c'est la plainte,
presque éteinte,
d'une sainte
pour un mort.
Questo brusio vago
che si addormenta,
è l'onda
sul bordo;
è il lamento,
quasi spento,
di una santa
per un morto.
On doute
la nuit...
J'écoute:
tout fuit,
tout passe
l'espace
efface
le bruit.
Si dubita
la notte ...
Ascolto:
tutto fugge,
tutto passa
lo spazio,
cancella
il rumore.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musioca, 4 maggio 2023


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Ultimo aggiornamento 13 maggio 2023