Ardo, e taccio il mio mal, F 7.03

Canto in stile recitativo dal Primo libro d'Arie Musicali

Musica: Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Testo: Girolamo Preti
Organico: soprano, basso continuo
Edizione: Gio. Batista Landini, Firenze, 1630
Dedica: Ferdinando II de' Medici, granduca di Toscana
Guida all'ascolto (nota 1)

Il canto in stile recitativo, per voce e basso continuo Ardo, e taccio il mio mal è concepito da Frescobaldi con uno stile recitativo puro, sillabico, ma contiene anche madrigalismi dettati dall'andamento stesso del testo. Quest'ultimo è imperniato infatti su una successione costante di ossimori (ad esempio in corrispondenza delle parole «son tutto un fuoco e fuori un ghiaccio» le note che intonano la parola «ghiaccio» sono bianche, andando a configurare un madrigalismo visivo) e andamenti armonici raffinati. Le figure retoriche impiegate da Frescobaldi sono numerose: si noti come esempio l'efficace climax musicale ottenuto sulle parole «hor fuggo; hor torno, hor temo» grazie alla ripetizione del medesimo intervallo melodico ad altezze successivamente più acute.

Franco Pavan


Testo

Ardo, e taccio il mio mal

Ardo e taccio il mio mal, perch'io pavento
Che s'io scopro l'ardor, ch'entro mi sface
Foco di sdegno e non d'Amore accenda.
Io temo, io temo Amor, che non offenda
Più colei, che me stesso, il mio tormento,
Che di piacer a me forse le spiace,
Ond'io sostegno in pace
La guerra, che mi fanno i miei pensieri,
E s'io tento formar prieghi, o parole,
Fede, e Timor non vuole,
Ch'io procuri salute, o ch'io la speri:
Moro senza scoprir qual sono, qual fui,
E non fuggo il morir, ma l'ira altrui:
Pur nel silenzio i miei pensieri ascondo:
Vivo penando, e'n lagrimar mi sfaccio,
E moro alle speranze, al duol rinasco,
Sol di pensieri, e di sospir mi pasco.
E serbando il mio duol chiuso, e profondo
Dentro son tutto foco, e fuori un ghiaccio:
Vorrei parlar, ma taccio, perch'io non so ben dir quel ch'io vorrei,
Quand'io son lungi ardisco, appresso i' tremo.
Hor fuggo; hor torno, hor temo
E son morto in me stesso, e vivo in lei,
E divisa da me l'anima mia,
Per seguitar altrui se stessa oblia.


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 92 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 7 novembre 2021