L'Aria di passacaglia, per voce e basso continuo presenta un grande interesse strutturale, poiché alle sezioni in ternario su basso di Passacaglia alterna due sezioni in Recitativo congiunte senza soluzione di continuità, andando quasi a prefigurare la forma della cantata a causa dell'alternarsi di sezioni chiuse e Recitativi. La struttura musicale è stata suggerita a Frescobaldi dal significato del testo, una sesta rima dal tono fortemente ironico e suddiviso in sezioni contrastanti; l'elemento di coesione del brano è rappresentato dalla presenza del basso di Passacaglia in tutte le sezioni in metro ternario, che fungono così da cornice alla composizione. Il tono canzonatorio del testo è reso inoltre mirabilmente da Frescobaldi grazie a particolari giochi ritmici realizzati fra il canto e la voce nelle sezioni in ternario e grazie a qualche realizzazione ironica musicale. Un esempio di quest'ultimo atteggiamento può essere colto al termine del Recitativo, dove in corrispondenza della parola «penare», intonata dal Ferrarese con una nota lunga affidata al canto, il basso si muove seguendo una linea tortuosa imitante il senso del testo. Si tratta sostanzialmente di un madrigalismo di riflesso: invece di essere il canto a esprimere l'illustrazione del testo, è il basso ad assumersi questo compito, ma in modo grottesco.
Franco Pavan
Aria di passacaglia
Così mi disprezzate?
Così voi mi burlate?
Tempo verrà, ch'Amore
Farà di vostro core
Quel che fate del mio,
Non più parole, addio.
Datemi pur martiri,
Burlate i miei sospiri,
Negatemi mercede,
Oltraggiate mia fede,
Ch'in voi vedrete poi
Quel che mi fate voi.
Beltà sempre non regna,
E s'ella pur v'insegna
A dispregiar mia fè,
Credete pur a me,
Che s'oggi m'ancidete,
Domani vi pentirete.
Non nego già, ch'in voi
Amor ha i pregi suoi,
Ma so, ch'il tempo cassa
Beltà che fugge, e passa,
Se non volete amare,
IO non voglio penare.
Il vostro biondo crine,
Le guance purpurine
Veloci più che Maggio
Tosto faran passaggio,
Prezzategli pur voi
Ch'io riderò ben poi.