Son ferito, son morto, F 7.34

Aria dal Secondo libro d'Arie Musicali

Musica: Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Organico: soprano, basso continuo
Edizione: Gio. Batista Landini, Firenze, 1630
Dedica: al marchese Roberto Obizi
Guida all'ascolto (nota 1)

Il testo della canzonetta Son ferito, son morto, aria a voce sola per voce e basso continuo, è trattato da Frescobaldi con maggiori oscillazioni metriche nell'intonazione musicale: in realtà la divisione in due sezioni principali è chiara. Si noti il madrigalismo sulla parola «saettate», una figura melodica guizzante, che poi svolge ancora perfettamente il suo ruolo anche per la parola «riso», espressa nel testo nel corso della terza strofa.

Franco Pavan


Testo

Son ferito, son morto

Son ferito son morto, e difesa non fò,
Occhi dunque a gran torto,
Nuovo duol soffrirò,
Deh quegli archi allentate,
Deh non più saettate
Il mio cor, che si caro à voi già fù,
Non mi ferite più.

Son esangue, son spento
Dalla vostra impietà,
Ne può darsi tormento,
A chi vita non hà:
Ahi, ch'invan m'offendete,
E invan l'armi tendete,
Meco l'alma non è, come già fù,
Non mi ferite più.

Sono un giel, sono un'ombra
D'un, che vive di fè,
Morte tutto m'adombra,
Nulla resta di mè
Hor, che havessimi ucciso
Raddoppiate il bel riso,
Che della gioia mia segno già fù,
Non mi ferite più.


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 92 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 29 novembre 2021