Il testo della canzonetta Son ferito, son morto, aria a voce sola per voce e basso continuo, è trattato da Frescobaldi con maggiori oscillazioni metriche nell'intonazione musicale: in realtà la divisione in due sezioni principali è chiara. Si noti il madrigalismo sulla parola «saettate», una figura melodica guizzante, che poi svolge ancora perfettamente il suo ruolo anche per la parola «riso», espressa nel testo nel corso della terza strofa.
Franco Pavan
Son ferito, son morto
Son ferito son morto, e difesa non fò,
Occhi dunque a gran torto,
Nuovo duol soffrirò,
Deh quegli archi allentate,
Deh non più saettate
Il mio cor, che si caro à voi già fù,
Non mi ferite più.
Son esangue, son spento
Dalla vostra impietà,
Ne può darsi tormento,
A chi vita non hà:
Ahi, ch'invan m'offendete,
E invan l'armi tendete,
Meco l'alma non è, come già fù,
Non mi ferite più.
Sono un giel, sono un'ombra
D'un, che vive di fè,
Morte tutto m'adombra,
Nulla resta di mè
Hor, che havessimi ucciso
Raddoppiate il bel riso,
Che della gioia mia segno già fù,
Non mi ferite più.