Le Partite sopra Folia di Girolamo Frescobaldi appartengono alla sua ricca produzione del genere (su Ruggero, sopra la Monicha, la Romanesca, ecc.). La ricerca di varietà e differenze di «affetti» è data da cambiamenti nel metro, nella densità di passaggi contrappuntistici, nel carattere delle figurazioni, e dalle oscillazioni del tactus «rimettendosi», dice l'autore al Lettore, «al buon gusto e fino giudizio del suonatore». In sol minore, lo schema è di 8 battute con ritornello, seguite da una ripresa di ugual lunghezza non sempre ripetuta (è qui che notiamo spostamenti tonali più rilevanti con qualità «affettive» più contrastate e spesso con varianti passeggiate; vedi Partite II e VI). Il ritmo ternario si alterna talvolta a quello binario (Partite lll-V). Nella Partita I il carattere disteso di moderata cantabilità contrasta con l'articolazione contrappuntistica più serrata della II e con le rapide figurazioni danzanti della III. Segue poi la Partita IV, il cui ritmo dattilo dominante scandisce un'incisività decisa. Il ritorno alla levità ternaria nella Partita V porta a un'ultima Partita, di scrittura contrappuntistica più fluida, arricchita da trilli e passaggi veloci nelle due mani, dove «si anderà sostenendo il tempo più adagio» per cadenzare.
Ruggero Laganà