Partite sopra la Folia, F 2.16


Musica: Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Organico: tastiera
Guida all'ascolto (nota 1)

Le Partite sopra Folia di Girolamo Frescobaldi appartengono alla sua ricca produzione del genere (su Ruggero, sopra la Monicha, la Romanesca, ecc.). La ricerca di varietà e differenze di «affetti» è data da cambiamenti nel metro, nella densità di passaggi contrappuntistici, nel carattere delle figurazioni, e dalle oscillazioni del tactus «rimettendosi», dice l'autore al Lettore, «al buon gusto e fino giudizio del suonatore». In sol minore, lo schema è di 8 battute con ritornello, seguite da una ripresa di ugual lunghezza non sempre ripetuta (è qui che notiamo spostamenti tonali più rilevanti con qualità «affettive» più contrastate e spesso con varianti passeggiate; vedi Partite II e VI). Il ritmo ternario si alterna talvolta a quello binario (Partite lll-V). Nella Partita I il carattere disteso di moderata cantabilità contrasta con l'articolazione contrappuntistica più serrata della II e con le rapide figurazioni danzanti della III. Segue poi la Partita IV, il cui ritmo dattilo dominante scandisce un'incisività decisa. Il ritorno alla levità ternaria nella Partita V porta a un'ultima Partita, di scrittura contrappuntistica più fluida, arricchita da trilli e passaggi veloci nelle due mani, dove «si anderà sostenendo il tempo più adagio» per cadenzare.

Ruggero Laganà


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD AMS 092-93 della rivista Amadeus


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 23 ottobre 2020