Capriccio pastorale, F 2.34


Musica: Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Organico: tastiera
Guida all'ascolto (nota 1)

Con Girolamo Frescobaldi (1583-1643) nasce la letteratura organistica barocca. Nato a Ferrara, ma legato per quasi tutta la vita a Roma dove fu membro dell'Accademia di Santa Cecilia ed organista della Cappella Giulia in San Pietro in Vaticano, fu il più grande organista dell'epoca, ammirato non solo in Italia ma anche all'estero, soprattutto in Francia e Germania. Per dare un'idea della sua fama, destinata a perdurare anche molti decenni dopo la sua scomparsa, basti ricordare che Johann Sebastian Bach per motivi di studio ne copiò di proprio pugno uno dei capolavori, i Fiori Musicali del 1635. Numerose sono le raccolte di musica tastieristica che il ferrarese diede alle stampe. Fra queste un posto di rilievo è occupato dai due libri di Toccate che furono stampati più volte e con non poche modifiche. Il Capriccio fatto sopra la Pastorale compare nella quinta edizione del Primo Libro di Toccate (1637). A differenza di altri brani contenuti in quest'ampia e variegata raccolta, i quali sono indifferentemente eseguibili sia sul cembalo che sull'organo, il Capriccio Pastorale ha carattere eminentemente organistico. Si tratta di un piacevole brano inteso ad imitare le melodie che gli zampognari dell'Italia centro-meridionale erano soliti eseguire nel periodo natalizio, secondo una radicata tradizione tutt'oggi diffusa. Un brano, dunque, senza troppe pretese anche se ben condotto e sufficientemente movimentato: la melodia si accompagna talvolta a lunghe note tenute al grave (ad imitazione dei bordoni della cornamusa), talora a delicati trilli, quasi gioiose scampanellate natalizie.

Gabriele Giaqcomelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 2 febbraio 1995


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Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2020