A miei pianti al fin un dì, F 7.32

dal Secondo libro d'Arie Musicali

Musica: Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Testo: autore ignoto
Organico: tenore, basso continuo
Edizione: Gio. Batista Landini, Firenze, 1630
Dedica: marchese Roberto Obizi
Guida all'ascolto (nota 1)

La canzonetta anacreontica A miei pianti, per voce e basso continuo, è posta in musica da Frescobaldi secondo uno schema strofico; ogni strofa viene inoltre suddivisa in due sezioni principali, delle quali la prima esige un ritornello. Grazie all'uso di sincopi, il Ferrarese riesce a dare risalto al particolare metro del verso poetico, e al tempo stesso al significato stesso delle parole: si ascoltino, ad esempio, l'intonazione delle parole «lacrimai» e «sospirai» della prima strofa. I ritornelli strumentali eseguiti dal clavicembalo sono improvvisati seguendo la linea del basso, così come scritta da Girolamo Frescobaldi.

Franco Pavan


Testo

A miei pianti alfine un dì

A miei pianti alfine un dì,
Quel cor aspro,
Quel diaspro
S'ammolli,
S'intenerì:
Io'l pregai,
Lacrimai,
Sospirai,
E 'l mio Sol non mi sparì.

La sua luce in me spiegò
Miei lamenti,
Miei tormenti
Consolò,
Più conforto
Gioirai,
Riderai,
Canterai, Poi mi disse, e sospirò.

Con quest'aura di pietà,
La mia vita
Già smarrita
Tornerà,
Respirerà,
Lacrimando,
Sospirando, Supplicando,
D'ogni cor vittoria s'hà.


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 92 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 1 novembre 2021