La Toccata di Frescobaldi è la quinta del secondo libro, stampato in Roma nel 1627.
«Il disegno melodico» scrive il Ronga, «si raccoglie in momenti di canto semplice e intenso e giunge persino a stabilirsi in una continuità che evita tuttavia il cristallizzarsi ed il ripetersi per l'intima mobilità dei suoi filamenti ora avvolti, ora distesi nel penetrante incanto dell'arabesco sonoro. La novità sta in quella morbidissima sottigliezza di linea, rilevata verso la fine da una ricerca cromatica, impalpabile nei suoi riflessi: spire che si rinchiudono in una cadenza protratta di battuta in battuta, in una evanescenza ritmica sempre più libera, sciolta da ogni ricordo di schema e di necessità figurative ».
La Toccata Quinta per organo è organizzata chiaramente in cin que sezioni: ogni sezione possiede una differente nota di pedale assegnata al basso, mentre le altre voci sviluppano libere figurazioni di gusto quasi improvvisativo.
Franco Pavan