Vanne, o carta amorosa, per voce e basso continuo, è invece un brano scritto da Frescobaldi nello stile di un Recitativo sillabico. L'idillio di Girolamo Preti si rifà chiaramente alla tradizione della Lettera amorosa, che tanta fortuna aveva avuto fino a quel momento sia in ambito letterario che musicale, come testimoniano ad esempio capolavori assoluti quali la Lettera Amorosa in stile rappresentativo inclusa da Claudio Monteverdi nel suo Settimo libro di Madrigali del 1619. Il senso del testo è espresso da Frescobaldi tramite l'utilizzo di accorgimenti retorici raffinati, tesi costantemente all'illustrazione del senso ultimo del testo poetico.
Franco Pavan
Vanne, o carta amorosa
Vanne, o carta amorosa
Vanne a colei, per cui tacendo io moro:
Deh mia timida carta,
Ardisci, e spera, e priega,
Chiedi a colei
Di mio amor di mia fede
Pietà, ma non mercede.
Non chieggio no, non chieggio
Ch'a miei sospir sospiri,
Non chieggio no, non chieggio
Ch'al mio languir languisca:
Ah crudo è ben quel core,
Ben'è indegno amatore,
Chi di veder desia
l'amata Donna sospirar d'Amore.
Lungi, lungi da lei
Sien le pene amorose:
Dolor, pianti, sospir, tutti sien miei:
Anzi (o nuovo stupor dell'amor mio)
Io non bramo, io non chieggio,
Che l'amor mio riami:
Che s'Amore ha dolor, non vuò che m'ami.
Io bramo, io chieggio solo,
Ch'el mio amor non isdegni,
E voglia per mercé de' miei dolori
Sol ch'io l'ami, e l'adori.