Il Concerto grosso è la forma musicale più significativa e importante del Barocco strumentale italiano ed è costruito sulla sintesi dialettica tra un gruppo di strumenti solisti (il concerto piccolo o concertino) e la massa dell'orchestra (il concerto grosso, da cui prende il nome).
Tra i musicisti del tardo Barocco, Geminiani è uno dei più interessanti per l'estrosità della tecnica e l'arditezza delle sue invenzioni armoniche. Fu allievo dapprima di Carlo Ambrogio Lonati, detto il Gobbo, a Milano e poi di Corelli per il violino e di Alessandro Scarlatti per la composizione a Roma. Temperamento versatile e irrequieto, Geminiani fu un grande virtuoso del violino e in questa veste, insieme a quella di compositore e di didatta, colse notevoli successi a Londra, Parigi e Dublino, tanto da essere considerato in Inghilterra è in Irlanda il portavoce dell'arte violinistica italiana. Le sue opere più note sono le dodici Sonate a violino e cembalo op. 1 (1716), le sei Sonate di violoncello e basso continuo op. 5 (1746), i diciotto Concerti grossi op. 2 (1732), op. 3 (1733) e op. 7 (1746), senza considerare i numerosi lavori didattici, tutti in lingua inglese, e specialmente il suo metodo per il violino "The art of playing on the violin op. 9" pubblicato nel 1731.
Un esempio dello stile di Geminiani si può cogliere nel Concerto grosso n. 12 in re minore per due violini, viola, violoncello e archi che apre il programma di stasera. Tale concerto è una rielaborazione dell'ultima delle 12 Sonate dell'op. V di Corelli, quella universalmente conosciuta con il nome di «Follia» e formata di ventidue variazioni, in cui si dispiegano le conquiste della tecnica violinistica in un diverso rapporto tra il «concertino» e il «ripieno», ove la viola si inserisce con nuovi aspetti timbrici e le parti strumentali assumono maggiore mobilità. Il Concerto grosso n. 12 in re minore (ha una durata di 13 minuti) trascritto dall'op. V di Corelli è stato ricostruito dalle parti staccate dell'edizione originale, pubblicate a Londra dall'editore J. Walsh, esistente presso la Biblioteca del Conservatorio di musica di Firenze: «Concerti Grossi / con due violini / viola e violoncello / di concertino obbligati e Due altri violini / e basso di Concerto Grosso / da / Francesco Geminiani / composti dalli sei soli della prima parte dell'opera Quinta di Arcangelo Corelli / London».
Non c'è dubbio che il Concerto Grosso n. 12 in re minore
di Geminiani offre una gamma di suoni piacevoli in un continuum melodico di spigliata
e vivace inventiva, degna della grande scuola violinistica del nostro paese.