Glinka è il vero fondatore e padre dell'arte musicale russa. Le suo opere sono nate dal popolo del suo paese; in esse i canti della sua terra aleggiano e parlano, non pedestremente trascritti, ma rivissuti e immedesimati nell'anima stessa dell'artista.
Nato in mezzo ai campi (in un podere della sua nobile famiglia nel dipartimento di Smolensk), Glinka vi crebbe respirando l'anima musicale del suo popolo. Come tecnica la musica di Glinka risente dei paesi nei quali egli dimorò, quando la malferma salute lo costrinse a provare diversi climi, in Francia, in Germania, in Spagna e in Italia; qui si fermò lungamente.
Oltre a due opere, La vita per Lo Czar e Russlan e Ludmila, Glinka ha lasciato varie composioni orchestrali (Jota aràgonesa, e Ricordi di una notte d'estate a Madrid; Kamarinskaja, due sinfonie rimaste incompiute), la musica di scena pel dramma Il principe Cholmski di Kukolkin, e varia musica da camera e corale.
La Jota aragonesa (Capriccio brillante) è una caratteristica composizione strumentale sulla nota danza spagnola; primo saggio moderno di quell'amore dei musicisti slavi per il folclore spagnolo, di cui si dovranno poi trovare altri esempi in Borodin e Rinski Korsakof.