Venetsianskaya noch' (Notte veneziana)

Fantasia per voce e pianoforte

Musica: Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857)
Testo: Ivan Kozlov Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1832
Edizione: Mosca, 1835
Guida all'ascolto (nota 1)

Caposcuola del nazionalismo musicale russo, Glinka può esser considerato un iniziatore anche per quanto riguarda la cospicua fioritura liederistica prodotta dal suo paese per quasi cent'anni. Le oltre settanta liriche per voce e pianoforte da lui composte segnarono infatti il primo trapianto in Russia di una forma musicale che negli anni subito precedenti all'inizio della sua attività di compositore il Romanticismo germanico aveva portato a perfezione somma, realizzando una sintesi di poesia e fatto sonoro senza precedenti. Il nazionalismo di Glinka, esploso con speciale vigore nel teatro, con Una vita per lo Zar, si pose naturalmente sotto il segno della maggiore esperienza poetica del Romanticismo russo, quella di Pushkin (dal quale Glinka avrebbe derivato il soggetto per l'altro suo capolavoro teatrale, Ruslan e Ludmilla); e fra le sue liriche non mancarono quelle composte appunto su testi del grande poeta. Ma la sua produzione vocale da camera si nutrì generalmente delle suggestioni un po' di tutto il Romanticismo europeo (che per quanto «nazionale» possa essere stata la sua arte, Glinka fu compositore di solida cultura internazionale, e non solo in fatto di musica): lo prova un lavoro come la Canzone veneziana, composta da Glinka durante un giovanile soggiorno italiano (1830-33), chiaro tributo a uno dei temi favoriti dalla sensibilità romantica (e una decina d'anni più tardi vi sarebbe, stata una recidiva con la Barcarola).

Daniele Spini

Testo

Canzone veneziana

La notte primaverile respira
la bellezza luminosa del sud.
Il Brenta scorre tranquillo,
bagnato dai raggi argentei della luna;

Riflesse nelle onde lucenti
le nubi eteree risplendono,
una fragranza si effonde tutt'intorno,
salendo dalle sponde verdeggianti.

L'azzurro firmamento, il languido mormorio
appena accennato, delle onde,
il sussurro degli aranci e dei mirti,
la luce amorosa della luna;

l'incanto degli aromi dei fiori,
dell'erba appena nata, e lontano
risuona l'ottava di Torquato,
armoniosa nella sua melodia.

Tutto infonde gioia segreta,
un mondo di gioie per i sensi;
con il cuore in tumulto ti affretti
al primaverile festino d'amore.

Sui flutti scorrono le gondole,
dai remi sprizzano scintille,
l'eco della barcarola di un innamorato
corre sul vento leggero.
(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto del Maggio Musicale Fiorentino,
Firenze, Teatro Comunale, 9 giugno 1980

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Ultimo aggiornamento 13 dicembre 2018